Monza motociclismo Tino Brambilla è morto

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E’ stato un grande motociclista, Ernesto Brambilla chiamato Tino, fratello di Vittorio

Monza motociclismo è morto Tino Brambilla. Monza è in lutto. E non potrebbe essere diversamente. Ernesto Brambilla, 86 anni, per tutti semplicemente Tino, non era un personaggio qualunque. E nemmeno solamente fratello di Vittorio il pilota di Formula 1 che ha fatto sognare i “piccoli” monzesi come me. Tino con le due ruote faceva quello che voleva. Dalle gare sui muretti del Lambro per fare colpo sugli amici del “bar degli stupid”. Alle folli corse sulla pista dell’Autodromo. In palio una bevuta o solamente la stima degli sfidanti.

Monza motociclismo Tino Brambilla

Negli ultimi anni si aggirava per la città che vide i trionfi del fratello e della Ferrari,con una “sgangherata” bicicletta. Era una fonte di aneddoti il Tino. Lui i piloti “veri” degli anni Settanta ed Ottanta li ha conosciuti tutti. E a tutti dava del tu. E giù a raccontare i tempi eroici del motociclismo e dell’automobilismo. Arricchendo ogni volta di particolari inediti scovati nella memoria sempre più labile. Quando da ragazzino andavo nella sua officina in via della Birona poi era un trionfo di risate. Dalla pasta mangiata seduto su di un motore da riparare all’ultima sfida per sentirsi ancora vivo nonostante avesse lasciato l’agonismo da tempo. dagli scherzi “feroci” per cui andava famoso a quella curva presa a tutta velocità che aveva fatto “cagare sotto” lo sbruffone di turno seduto dietro.

Monza motociclismo la storia a due ruote

Tino esordì nelle competizioni nel 1953 con una Rumi 125cc e una MAS 175cc. Vinse quattro gare e si mise in luce. Nel 1954 vinse 22 gare con una MV Agusta 125cc conquistando il titolo italiano di terza categoria. Tino fu pilota ufficiale MV sino al 1959, ottenendo due titoli italiani Juniores della 250. Nel 1961, con la Bianchi bicilindrica, vinse il campionato italiano seniores nella 500, davanti all’ex campione del mondo, Libero Liberati.

Monza la passione per la velocità

Dopo aver lasciato il motociclismo dal 1963 si dedicò all’automobilismo. In Formula Junior e dal 1965 in formula 3, finendo secondo in classifica alla guida di una monoposto Wainer. Nel 1966 fu campione italiano di formula 3 con una Brabham Ford. Nel 1968 passò in formula 2, dapprima con una Brabham e poi con una Ferrari, arrivando terzo nel campionato europeo. In quell’anno vinse il GP Roma di formula 2 battendo in volata Andrea de Adamich. Per premiarlo Enzo Ferrari gli mise a disposizione la Ferrari di Formula 1 per il GP di Monza. Ma quel gran premio, Tino non lo disputò. era fatto così lui. Scontroso sino all’eccesso quanto generoso con gli amici. Per l’Autodromo di Monza avrebbe fatto qualunque cosa. Lui la corsa e la pista l’aveva nel sangue.

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