Monza morto il “ragazzo” del muretto

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Nicola Scalise il pensionato della porta accanto se ne è andato assieme ai suoi sogni

Monza morto il ragazzo del muretto. Il pensionato della porta accanto che tutti avrebbero voluto avere. C’era il mio vecchio maestro di cronaca nera che sosteneva che se sai che ti sta arrivando un pugno e non lo puoi evitare, quando arriva non fa meno male. Il pugno è arrivato. Nicola Scalise se ne è andato. Lo potevi trovare seduto sul muretto davanti al Comune o ai giardinetti di via Borsa sempre pronto ad offrirti il caffè e scambiare due chiacchiere. E ce ne era di cui parlare con lui. Tutto sapeva, tutti conosceva. Era malato da tempo. Pensionato di fatto, ma non di testa. Uno che non le ha mai mandate a dire. E a volte ha pagato anche per questo. Il suo aspetto fisico gracilino, tarchiato, paffutello non doveva trarre in inganno. Era uomo tutto di un pezzo pronto a difendere le proprie idee. A qualunque prezzo. Che fosse una decisione politica che non coindivideva. O il marocchino che spacciava nei giardinetti pubblici. Finendo all’ospedale in questo caso, ma sempre contento di avere fatto il proprio dovere. Un combattente insomma.

Monza morto Nicò, il “ragazzo” sempre giovane

Lo conoscevo da tempo. Almeno 30 anni. E per un periodo di tempo le nostre strade avevano viaggiato in parallelo. Poi si erano divise. Però riusciva, ogni volta che lo incontravo, ad emozionarmi. Mi vedeva da lontano si affannava a venirmi incontro chiedendo prima di iniziare qualunque discorso: “Come sta Michelino? Salutamelo”. Ed io ogni volta mi stupivo che un’uomo della sua età si ricordasse di un particolare insignificante per lui come lo può essere il nome di mio figlio che aveva incontrato una volta sola in vita sua. Lo avevo di recente mandato a salutare e sapevo che le sue condizioni di salute non erano più quelle di una volta. Ci ero rimasto male temendo il peggio. Uno come lui mica riesce a stare fermo in un letto di ospedale. Figurati. E questo pomeriggio Nicola, per gli amici solamente Nicò, è scappato via. Lontano. Quando passerò dal muretto mi fermerò. Sorriderò. E sono sicuro sentirò ancora la sua voce: “Salutami Michelino? Ciao Nicò che la terra ti sia lieve..

Marco Pirola

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