Monza: Mirabellino, appello a Saccomanni e Bray

Mirabellino

Mirabellino

La protesta contro la vendita di Villa Mirabellino decisa dal Demani ha preso corpo. Una petizione da inviare – firmata – ai ministri dell’Economia e della Cultura, Saccomanni e Bray. Il testo è stato presentato dal gruppo “Salviamo Villa Mirabellino” che riunisce molte realtà associative del territorio. All’iniziativa, partita da facebook con un appello lanciato dall’ex soprintendente Marina Rosa, del Centro documentazione residenze lombarde, oggi danno il loro appoggio gli Amici dei Musei, l’Associazione internazionale Belle Arti di Monza, i Mazziniani, Mnemosyne, il Ccr, i comitati Basta Cemento, Beni Comuni e Parco Antonio Cederna, Legambiente, Italia Nostra, Museo Etnologico, Novaluna e Università popolare.

Il testo è semplice e la richiesta chiara: “Chiedo a voi, signori ministri, di evitare nel modo più assoluto la vendita di questo bene a privati, onde garantire finalità e usi compatibili con la storia e il contesto naturalistico del bene stesso e dare un segnale forte nella direzione di un utilizzo più coerente con gli originali valori culturali e monumentali di un patrimonio unico come la Villa Reale, i Giardini e il Parco di Monza”. La petizione ricorda due cose importanti: anzitutto, il valore del Mirabellino nel contesto Parco – Villa. Realizzato nel 1776 per i conti Durini, fu in seguito anche la residenza del Viceré Eugenio Beauharnais. Non solo.

Una decina di anni fa, su accordo fra Soprintendenza e Direzione del Museo di storia naturale di Milano, il Mirabellino sarebbe dovuto diventare una sede distaccata della sezione di Botanica del museo, ospitando inoltre anche la siloteca Cormio con i libretti voluti dall’arciduca Ranieri d’Austria per dare vita ad un nuovo tipo di erbario. “Questa raccolta – si legge nella lettera inviata ai ministri del governo Letta – è oggi relegata nei depositi del Museo”.

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here