Marcia dei dimenticati: flop del centrodestra a Monza con i soliti quattro gatti

Una marcia, due striscioni e quattro gatti arrivati da tutta la Brianza per far numero. Monza snobba il centrodestra

Una marcia per i poveri italiani che doveva essere la linea del Piave per il centrodestra di Monza e si è rivelata un’autentica Caporetto per Forza Italia, Fratelli d’Italia e Destra di Storace, ma non per la Lega. Scarsi i partecipanti alla marcia di sabato pomeriggio a Monza. Un flop. E pensare che per far venire più gente avevano cercato pure di nascondere i simboli dei partiti dal manifesto. Fatica vana. Come se i monzesi fossero deficenti. Tra slogan triti e ritriti, qualche mutanda sbandierata a mo’ di vessillo, nulla pure l’attenzione (prossima allo zero assoluto) dei monzesi più attenti allo shopping che al “timido” e scarno corteo rinvigorito solo dalla promessa di un aperitivo per il dopo.

I PARTECIPANTI ALLA MARCIA – Pochini, pochini per una prova di forza su Monza. Scarsi come numero e come provenienza. Un centinaio non di più quelli calati a Monza, quasi tutti leghisti, reclutati da ogni angolo della Brianza. Da Angelo De Biasio a capo del battaglione “Biassono” a Massimo Zanello. Da Enrico Perego, brianzolo di Arcore con i “suoi” agli immancabili Gigi Aurelio, Marco Tognini, Marina Giezzi e Simone Villa. Precettato pure il “vecchio” Cesare Gariboldi che stavolta era presente se non altro per questioni di contratto con il suo capo in Regione. Cinque minuti di presenza e poi via. La chiamata alle armi per la Lega ha funzionato. Il resto? Zero assoluto tolte le truppe cammellate della Lega mobilitate in grande stile da Federico Arena, giovane segretario di Monza e dal consigliere regionale aspirante candidato sindaco (bistecche permettendo…) Massimiliano Romeo. Fratelli d’Italia si è affidata agli uomini di buona volontà come Andrea Arbizzoni, Antonio Romano, Albino Gaspero, all’onnipresente Pino Tozzi colonna portante di Arcore, Mauro Di Mauro da Seregno. La destra di Storace c’era tutta. Ha portato in piazza i quattro parenti del segretario che coincidono più o meno con gli elettori. Forza Italia? Deserto di idee prima ancora che di parole. Dietro lo striscione leghista, il “re del congiuntivo” nonché consigliere comunale, Rosario Adamo e Cristiano Puglisi, uno degli organizzatori della marcia che sabato pomeriggio ha portato se stesso. Del resto non è che uno può fare tutto. Già avere avuto l’idea deve averla considerata fatica sufficiente. Peccato che le dimostrazioni di forza si facciano con i numeri, cosa che la Lega ha ben capito. Va beh poi la gitarella in Cile di Puglisi della settimana prima a spese nostre o motivi istituzionali della Regione (chiamatela come vi pare invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia…) poco si addiceva con i poveri che non hanno da mangiare. Meglio tenere un profilo basso allora e non portare nessuno.

LA LEGA – “Poteva andare peggio”. La frase buttata li da Federico Arena sintetizza come sono andate le cose. Siccome il ragazzo è svelto ed è cresciuto ad un’ottima scuola, aggiunge:” la marcia è servita, è servita, i rapporti di forza saranno quelli di stasera: 80 a 20, quando ci sederemo attorno ad un tavolo con gli alleati per le trattative di coalizione faremo valere questi numeri”. Arena sorride e se va. Che aggiungere altro e soprattutto come dargli torto. Chi nel centrodestra ha voluto a tutti costi la marcia per i poveri non aveva fatto i conti con la “furbizia” e forza leghista. Del resto in politica sono i numeri che contano e sabato quei pochi erano tutti dalla parte del Carroccio.

L’ALTRA FACCIA DELLA SOLIDARIETA’ DI DESTRA – mentre il centrodestra ufficiale, quello dei congiuntivi mancati, dei viaggi in Cile, delle bistecche (pure queste a spese nostre), dei parenti sistemati con contratti di consulenza, degli imbucati alle cene di rappresentanza (pagate da noi…) si dava da fare pensando a voti e preferenze, c’è un’altra destra a Monza che in silenzio si dà da fare veramente per i poveri italiani, per i dimenticati, per quelli che rimangono indietro e non inteso nel bere l’aperitivo. Sono i ragazzi di Lealtà ed azione di Stefano Pavesi, Ciano Piazza e Paolo Severgnini. Loro da mesi raccolgono cibo e generi di prima necessità per distribuirli alle famiglie italiane in difficoltà. Quintali di aiuti distribuiti in silenzio, senza strilli senza carnevalate, senza secondi fini. I ragazzi di Lealtà ed azione sono molto più numerosi di quelli che sabato sono andati a passeggio in via Italia a Monza e pensare che non possono nemmeno pubblicizzare le loro iniziative perché il Comune di Monza lo vieta. la politica è fatta di tante facce e una marcia non si nega a nessuno. E il centrodestra di Monza sabato ha dimostrato di averne una in più rispetto agli altri: la retro…

Marco Pirola 

 

 

 

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