Monza: Forza Italia? I soliti sospetti

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Monza: Forza Italia, i soliti sospetti. Ma più che il film campione d’incassi, questa sembra l’ennesima puntata di una telenovela sudamericana. Lui, lui e l’altro. Veleni e voltafaccia. La puntata clou, quella dell’altro giorno con l’annuncio che Andrea Mandelli non si dimetterà dal Consiglio comunale. Tutte illazioni le ha definite il coordinatore cittadino, Domenico Riga. Nessuna dimissione e nessun ingresso nell’assise del primo dei non eletti, Andrea Arbizzoni. Insomma, una balla, la solita invenzione dei giornali. Sarà. Peccato che qualcuno ad Arbizzoni lo deve pure avere detto se, poco prima delle Europee, aveva accettato di abbandonare Fratelli d’Italia per approdare in Forza Italia. Un’abiura tanto improvvisa da sembrare una richiesta.  Invece no. Perché passate le Europee, del “senatore” per meriti di curva Arbizzoni, si son dimenticati un po’ tutti: “Sono loro ad avermi contattato prima delle Europee – spiega, infatti, lo stesso  Andrea Arbizzoni – Se la cantano e se la suonano da soli. Io non ne faccio un dramma. Contenti loro, si mettano d’accordo”. 

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L’unica cosa certa è che Mandelli continuerà invece a presenziare. In Senato sicuramente, dove anzi è recordman di presenze, e forse in tv, come da qualche tempo a questa parte. Di sicuro non in Consiglio comunale dove sono in pochi quelli a poter dire di avercelo visto almeno una volta. E dire che era il candidato sindaco del centrodestra. Invece Monza dopo un ministro ora ha anche il suo senatore. Invisibile il primo, figuriamoci il secondo…

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