Monza, l’ultimatum della Fondazione Tavecchio

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Alessio Tavecchio
Alessio Tavecchio

Monza, Fondazione Tavecchio, ci sono i soldi, il terreno, nuovi sponsor, ma manca la buona volontà. Ed ora l’ultimatum alla giunta monzese. Entro il 30 settembre di quest’anno la Fondazione dovrà lasciare gli uffici attualmente concessi in uso gratuito dalla Cisco. Lo stabile è di proprietà della famiglia Bellazzi che si è detta disponibile ad offrire un’ alternativa logistica all’interno, a condizione che entro la medesima data la Fondazione possa dimostrare di avere trovato un accordo con l’Amministrazione Comunale.

“Il costante dialogo con l’Assessore all’Urbanistica ci autorizza a sperare che in tempi brevissimi possa essere individuato il terreno consono a questa realizzazione, drasticamente ridimensionata rispetto al progetto iniziale – commenta Alessio Tavecchio – sottolineo una volta ancora che la Fondazione è riuscita a reperire tutti i finanziamenti necessari alla costruzione dell’intero modulo. Si dovrà trattare quindi di una permuta non onerosa con il terreno di nostra proprietà e di un conseguente intervento edilizio a costo zero per l’Amministrazione. Dopo essere stati convocati dalla Commissione consigliare Urbanistica abbiamo riscontrato le obiettive difficoltà di poter realizzare il Centro Polifunzionale sul nostro terreno di via Papini, almeno fino alla definizione del nuovo Documento di Piano. Nel corso della stessa riunione è stata evidenziata l’opportunità di procedere attraverso una eventuale permuta del nostro terreno con un’area dismessa. A questo punto, riteniamo che l’attuale Amministrazione abbia la possibilità di portare a compimento la realizzazione di un progetto sociale unico, dopo più di 12 anni di lavoro e 3 diverse amministrazioni, ponendo la parola fine su questa interminabile vicenda.Tanto più che, la Fondazione, dopo aver contattato i propri sostenitori e gli istituti di credito che seguono ed appoggiano il progetto, può affermare di disporre della necessaria copertura finanziaria per la realizzazione immediata del primo lotto”.

L’Open Village Monza sarà composto da uffici, laboratori di formazione, trasporti, rinserimento lavorativo, medicina naturale e sportiva, assistenza psicologica, camere di accoglienza da destinare a persone con diversi tipi di disabilità e si estenderà su di un’area di circa 3mila metri quadrati più tutti i servizi e le relative pertinenze.

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