Monza: La quadreria del San Gerardo torna a splendere

San-Gerardo-quadreria

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La quadreria del San Gerardo torna a splendere. È stato  presentato oggi il catalogo che racchiude tutte le opere custodite all’interno dell’ospedale cittadino. Cinque secoli di arte lombarda, come recita il sottotitolo, che raccontano davvero uno spaccato di Monza e della Lombardia. Sì, perché è nei 227 volti e nelle situazioni colte da alcuni grandi maestri come Mosé Bianchi o Emilio Borsa che emerge un pezzo di storia non soltanto dell’ospedale, ma della città e dei suoi abitanti. Cittadini illustri, certo, che però hanno dato lustro ai loro nomi anche grazie all’attività svolta a favore di un ospedale di tutti, soprattutto dei più poveri. Come ha spiegato oggi il curatore del catalogo, Sergio Rebora, infatti, si dovrebbe parlare di “quadrerie” e non di singola quadreria. Si tratta di più raccolte, alcune derivanti proprio dall’iniziativa di dedicare e ricambiare i benefattori che si prendevano in carico persone non abbienti per pagare le loro cure e il loro sostentamento con un ritratto. È così che alcuni volti tornano per più volte all’interno delle collezioni. A presentare il catalogo, questa mattina, il commissario straordinario del San Gerardo, anima del progetto, Simonetta Bettelini: “L’ospedale non è soltanto un luogo di dolore e speranza – ha spiegato – ma anche di vita vissuta, di uomini e donne che hanno contribuito con il loro operato a rendere grande un’intera comunità. Per questo si è deciso di porre in essere questa iniziativa, quasi a rappresentare un lascito e una testimonianza di continuità tra le generazioni. In occasione del potenziamento della struttura ospedaliera, che vediamo noi all’interno ma che è ben visibile anche a tutti i cittadini che vi passano ogni giorno, è venuto spontaneo dare uno sguardo al passato, alla tradizione del San Gerardo”. Il catalogo offre così la possibilità di riscoprire il tesoro artistico custodito negli uffici di Villa Serena. Come si diceva, più di duecento opere che portano le firme di Mosé Bianchi, del fratello Gerardo e del padre Giosué, di Emilio Borsa, di Eugenio Spreafico ed Emilio Parma. Solo per citarne alcuni. Così come tra i benefattori ritratti si vedono alcune delle famiglie che oggi portano anche i nomi di vie, scuole e piazze. Gli Hensemberger, i Cambiaghi, i Fossati, i Bellani, i Ricci e i Valera.

IL CATALOGO –  Oltre duecento pagine in cui è possibile ricostruire attraverso documenti e naturalmente riproduzione delle opere, la storia dell’ospedale e più in generale dell’istituzione ospedale nel suo evolversi storico. Nel caso monzese, addirittura, l’evolversi del primo nucleo ospedaliero di via Solferino fino, ai giorni nostri, al maxi centro del nuovo San Gerardo, polo di eccellenza con un bacino d’utenza che va ben oltre la stessa Brianza. Il catalogo comprende anche mappe e foto di Monza da fine Ottocento ad oggi, oltre a particolareggiate schede tecniche relative ad ogni opera. Un lavoro che non aveva precedenti e che è stato realizzato a tempo di record in poco meno di due mesi, con il patrocinio di Regione Lombardia.

LA MISSIONE – Il catalogo è però soltanto la prima parte di un lavoro ambizioso e soprattutto importante per la città. Infatti, le opere hanno bisogno anche di essere curate e recuperare al loro antico splendore. Pur in ottime condizioni, infatti, come tutti i quadri hanno bisogno di manutenzione. A guidare l’équipe di restauratori è Gabriella Mantovani, ma come ha ricordato oggi lo stesso commissario è necessario l’aiuto di tutti. Per questo è stato lanciato un vero e proprio appello affinché “chi vuole contribuire al recupero di questo importante tesoro” si faccia avanti. Privati, sponsor o come da migliore tradizione dell’ospedale, benefattori che possano sostenere un pezzo del cammino verso il restauro completo.

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