Monza il Lambro in secca torna ad essere inquinato

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Il grido d’allarme di Legambiente per il fiume che attraversa Monza

Monza il Lambro torna ad essere quello di prima. Malato. Inquinato. Insomma il solito letami puzzolente. Il circolo Alexander Langer Monza, Legambiente, ha scritto una lettera all’assessorato all’Ambiente del Comune di Monza e a BrianzAcque. Nella missiva si segnalano possibili fonti di inquinamento del fiume Lambro in centro storico. Gli ambientalisti nostrani fanno riferimento al tratto di fiume che scorre proprio nel cuore di Monza. Da anni gestiscono l’oasi ambientale di piazza Castello. Durante le fasi di scarso deflusso naturale delle acque, spiegano gli ambientalisti monzesi, si trovano sul letto del fiume detriti e rifiuti portati dalle acque o abbandonati da persone incivili, vegetazione spontanea che intacca le sponde, crepe nelle pareti e sul fondo dell’alveo.

Monza il Lambro e la lettera all’assessore

“In questi periodi, inoltre – scrivono i volontari – si può rilevare, sotto la passerella dei mercati, la presenza di diversi rivoli d’acqua che sgorgano dalla sponda del fiume. Anche se cementata. L’acqua di questi piccoli immissari del Lambro è maleodorante, sicuramente eutrofizzante e tale da favorire la formazione di tappeti vegetali, simili a muschi, che peggiorano ulteriormente l’immagine del centro storico di Monza”. In condizioni di secca del fiume queste fonti di inquinamento possono essere molto dannose per l’ecosistema. Lasciando conseguenze rilevabili anche in regimi di flusso regolare dell’acqua. Immissioni irregolari di acque si possono osservare, occasionalmente, anche dalla sponda sotto via Gerardo dei Tintori. Il Lambro dà problemi anche quando è in piena.

Monza il Lambro malato

Diverse le supposizioni degli ecologisti. Potrebbero essere le acque di irrigazione che percolano dai giardini privati a lato della passerella. Oppure le acque derivanti da perdite di condotte fognarie che scorrono sotto la passerella stessa. “Per la prima ipotesi – scrive Legambiente – ci sarebbe da augurarsi che i gestori dei giardini si attivino per non sprecare acqua potabile per l’irrigazione e riducano i fertilizzanti. Per la seconda, l’appello è rivolto a BrianzAcque. “Ci auguriamo – conclude Legambiente – che BrianzAcque abbia inserito, nel suo recente piano di investimenti, il controllo e l’eventuale riparazione di queste condotte. È davvero assurdo che la società incaricata della gestione delle acque reflue, finalizzata alla salvaguardia delle acque superficiali, ne sia anche una loro inquinatrice. Ci sono già fin troppe fonti di inquinamento del fiume in città”.

Marco Pirola

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