Monza: Giunta rossa, soccorso azzurro ed è subito lite

    Consiglio comunale Monza

    IL CONSIGLIO Giovedì sera le urla si sentivano alte sin quasi in piazza. Il gruppo Pdl nel caos più completo sul comportamento da tenere nei confronti della giunta Scanagatti è arrivato alla resa dei conti. In corridoio tutti i consiglieri presenti del centrodestra che non entravano in aula per non dare il numero legale alla maggioranza. Una tattica utilizzata sempre anche da Roberto Scanagattiquando era all’opposizione. E stavolta il centrodestra stava per riuscire nell’intento e fare gol su di un oggetto “tranquillo” come le risposte degli assessori alle interpellanze.

    L’INTENZIONE Nulla di straordinario, ma almeno le intenzioni di Martina Sassoli di far vedere che l’opposizione esiste non solo sulla carta, si stavano finalmente avverando. La rete era a portata di mano. Ma sul filo di lana dell’appello, sulla linea di porta, ecco che sbuca qualcuno dal fondo del corridoio. Correndo modello Fantozzi o Scilipoti (fate voi), l’immarcescibile presenzialista Piefranco Maffè dà presenza di sè. Dribbla il gruppetto di colleghi di Pdl e Lega si catapulta in aula e garantisce il numero legale. Vanificando così le intenzioni di ostruzionismo. Apriti cielo. Maffè reduce dalla tournè all’Anci di Firenze, finito l’appello estrae nuovamente il cartellino di presenza e se ne va. La seduta viene sospesa anche se il costo dell’assemblea graverà sulle spalle dei contribuenti monzesi. Quando il “padre Pio” della Brianza (al secolo Pierfranco Maffè, l’unico politico monzese capace di essere contemporaneamente in tre posti diversi), stava nuovamente sgattaiolando fuori viene affrontato dai colleghi Pdl. Questi ultimi “leggermente” incazzati con lui per la brutta figura rimediata.

    LA RESA DEI CONTI La più scatenata è stata Martina Sassoli che, forte della giovane età, non si è lasciata intenerire dall’atteggiamento “democristiano” e “lumacone” di maffè che cercava di spiegare con parole sue incomprensibili agli astanti, cosa avesse combinato. Al di là delle grida l’episodio ha dimostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che le divisioni all’interno del Pdl sono concrete e tangibili. Manca una strategia e poi c’è chi rema contro.

    IL FINALE Mentre il centrodestra litiga la sinistra monzese procede imperterrita nell’opera di governo e di “affari”. Leciti per carità, ma pur sempre affari (di questo renderò conto nell’editoriale di domani… in cui si parlerà di urbanistica e affari appunto…)

    P.S.

    Sono sicuro, conoscendolo, che anche Roberto Scanagatti sia perplesso nell’avere un’opposizione così inconsistente ed evanescente. La sua bravura indiscussa nei lavori dell’aula meriterebbe ben altro trattamento. Lui è abituato a giocare in Champions League. Trovarsi davanti ad una squadra materasso (senza offese alle signore) da Interregionale, lo irrita. Non ha stimoli e lo capisco. Certo non è colpa sua se hanno deciso di schierare “vaselina” Maffè e non un centravanti di razza…

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