Monza Fratelli d’Italia e la campagna d’inverno in Brianza

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Cambi di casacca a “parametro zero” da Forza Italia nel partito di Giorgia Meloni

Monza Fratelli d’Italia con il vento in poppa dei sondaggi fa campagna acquisti al “mercato” di gennaio. Complice la cena milanese del partito della scorsa settimana. Questioni di accasamento politico al tavolo del Centrodestra. Vista l’aria che tira e con tali tempi da lupi, la grande fuga da Forza Italia è iniziata anche da queste parti. O meglio. Quello che sta succedendo in questi giorni è un po’ come il mercato di gennaio del calcio. Quando le gradi squadre tarano la volata finale del campionato. Ed allora ecco che, a parametro zero, le cariatidi del pallone (in questo caso della politica) cercano casa. Solo che di Ibrahimovic in giro se ne vedo pochini. Anzi nessuno. Ed allora bisogna accontentarsi. Ma il titolo potrebbe anche essere: A volte ritornano. Come lo “zingaro” del Milan appunto. Nei casi di cui sotto, sempre. È vero che nella destra nostrana “perso” il Cristiano Ronaldo (Alfredo Mantica) della politica che, dopo la settima legislatura ha deciso da anni di rinunciare facendo il nonno a tempo pieno, è rimasta con il Padelli di turno. Rosario Mancino. Lo stesso che si era dato da fare, con scarsi risultati, a “parare” i buchi delle Primarie sei anni fa. Proprio come l’attuale portiere dell’Inter…

Monza Fratellini d’Italia: Padelli-Mancino e Sisler-Marotta

Sono i due ambasciatori in zona della campagna acquisti. Il “duo Cesaroni” come nello sceneggiato televisivo ambientato alla Garbatella. Il quartiere natale di Giorgia Meloni. Uno, il Padelli- Mancino da Agrate Brianza ci mette la faccia. Fa il portaborse di Paola Frassinetti la storica esponente del Msi eletta da queste parti (la conosco dal 1980). Padelli ha una dote. Certo non quella di portiere. Mancino ha aperto un negozio nella stessa città (Lissone) dove risiede Giorgia Meloni quando viene a trovare il compagno che lavora a Cologno Monzese. Che poi è pure la mia città. È intoccabile. Lo scorso anno due esponenti storici della vecchia guardia (Andrea Arbizzoni e Marco Meloro) si erano messi in testa di tentare la scalata al partito. Era quasi fatta. Poi una telefonata dalla Garbatella ha bloccato tutto. È intoccabile. Garantisce pure Daniela Santanchè. Un bravo ragazzo. Niente di più. Come Padelli il portiere del resto.

Monza Fratelli d’Italia: Sisler-Marotta

L’altro lavora sott’acqua. Come il Marotta di quando era alla Juve. Contatta, blandisce garantisce, parla agli arbitri. È scaltro. Lui sta portando in Fratelli d’Italia il gruppo dei socialisti locali (non so se chiamali ex) capitanato dal camerata Francesco Giordano. Già esponente di una Lista civica di sinistra inzio anni Novanta. Dopo due anni era già responsabile, a Lissone, di Forza Italia. Poi caposegreteria di Massimo Ponzoni nel Pdl fino a quando è durato. Da sempre uomo di Paolo Romani. Pure lui sino a quando è durato. Tutor del figlio dell’ex ministro alle ultime regionali. Ora pronto a traslocare di nuovo. Assieme al suo pupillo Federico Romani che al Pirellone ha cambiato casacca al mercato di gennaio. Lo segue sulla stessa strada cameratesca Ilaria Adamo da Muggiò. Il papà Rosario invece rimane in Forza Italia attendendo tempi migliori. Che per lui significano la “fine” politica di Fabrizio Sala. Un ottimista a centrocampo.

Monza Fratelli d’Italia: Un sindaco al tavolo

Massimo Vergani sindaco di Dorio sulle rive del lago di Como. Detentore di un pacchetto di consensi in Brianza tra Cesano Maderno e Meda. Già uomo di centrosinistra, poi Ponzoniano di ferro. Poi tante cose. Il Pompa (come lo chiamavano gli amici da giovane) si è dato da fare per raccattare i commensali della serata pro Giorgia. Ed ecco che si è rivisto, dopo anni di sonno, Lele Petrucci, uno dei pochi assieme a Franco Busnelli da Cesano Maderno che c’entrava qualcosa con quel mondo. Nostalgia dei tempi passati.

Il profeta di Triuggio

La cena in onore di Giorgia Meloni segna anche il ritorno alla politica attiva del profeta. Al secolo Mimmo Pisani che non riesce a stare in panchina. Ha fatto per anni la guerra al fagiano (era il soprannome di Paolo Romani quando era potentissimo ministro dell’Economia in quota Forza Italia). Alle ultime elezioni regionali, a sorpresa si era schierato a favore del figlio di quest’ultimo. Come se Messi una domenica invece di presentarsi sul campo del Barcellona andasse direttamente a giocare a Madrid. Con la maglia del Real. Mimmo is back. Sappiatelo. Pronto con le sue profezie a dare manforte a Fratelli d’Italia. Una riedizione di Maurizio Mosca e il suo famoso pendolino.

La riscossa degli identitari

Risiedono per lo più a Monza. Non avendo molti “soldi” e tempo da investire nel mercato di gennaio stanno alla finestra. Qualcuno dice stiano dormendo convinti come sono che la militanza passata li metta al riparo. Un altro ottimista che gioca a centrocampo. Primo fra tutti il senatore Andrea Arbizzoni. Ultimamente più simile fisicamente e politicamente a “Ciccio” Higuain con la maglia del Milan che l’attuale bomber bianconero. Qualche altro sta raccogliendo le truppe di fedelissimi camerati pronti a scendere in campo ancora una volta al momento giusto. Sullo sfondo la decisione di Giorgia Meloni di svecchiare il partito cercando di “pensionare” Ignazio La Russa magari facendogli avere un incarico di prestigio a livello nazionale. In qualche Autority per esempio. Ma “digiamolo” tiene famiglia e diventa difficile sistemare tutti stando all’opposizione…

Marco Pirola

P.S.

La politica non è diversa dal calcio. Il mercato di gennaio porta con sé delle stranezze. Come ben sanno gli juventini. Orlandoni portiere di riserva dell’Inter del Triplete ha pur sempre vinto una Champion. Cosa mai riuscita al più titolato Gigi Buffon

 

 

 

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