Monza, il Comune dimentica i martiri delle foibe

nuovabrianza-foibe-monza

ades_logo

Monza, il Comune dimentica i martiri delle foibe. Allo stesso tempo ricorda benissimo di essere di matrice comunista “sponsorizzando” sul tema un evento dell’Anpi. Ma niente folle oceaniche e tripudio dei presenti: alla manifestazione dei partigiani sulle foibe hanno partecipato 12 persone in tutto. Relatori esclusi. L’associazione Ades che raggruppa gli esuli dalmati ed istriani, cacciati dalle milizie di Tito dopo la seconda guerra mondiale, ha protestato per l’indifferenza dell’Amministrazione di sinistra.

IL COMUNE DI MONZA – Dando il patrocinio alla “versione rossa” delle foibe potrà sempre dire di avere fatto qualcosa. Magari di alternativo e antifascista. E per le 12 persone in sala? Nessun problema. A dir la verità c’era una tredicesima presenza. Inquietante, ma talmente discreta da passare inosservata ai presenti. Il figlio di un esule istriano andato per curiosità ad ascoltare. I “negazionisti” delle foibe e i partigiani di Monza non si debbono scoraggiare vista la scarsa partecipazione. Anche nell’ultima cena nei Vangeli si sostiene fossero in 13. E pensare che in quell’occasione c’era Gesù come “guest star”…

IL COMUNICATO DELL’ADES – Ormai sta diventando un abitudine: ad ogni 10 Febbraio ci troviamo nostro malgrado a dover esprimere tutto il nostro stupore per le iniziative che il comune di Monza patrocina in occasione del “Giorno del Ricordo” dei Martiri delle Foibe e degli Esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia. Anche quest’anno il Comune non ha voluto contatti con chi per anni ha proposto e organizzato eventi in cui i protagonisti erano veri esuli e testimoni del dramma vissuto dalle popolazioni delle terre irredente, ma ha preferito, con l’ormai collaudata noncuranza, scaricare il pietoso compito di ricordare i nostri compatrioti e il loro dramma ad associazioni che preferiscono invece, forse in memoria di antiche affinità e simpatie per la teppaglia titina, invitare dubbi personaggi che quando non negano apertamente la tragedia degli infoibamenti e della pulizia etnica e politica portata avanti sul confine orientale, cercano di giustificarla come rappresaglia verso il fascismo, come se eventuali crimini del regime giustificassero le barbarie perpetrate dai partigiani comunisti titini.

IL PASSATO A MONZA – Monza, città che ha persino ospitato nel dopoguerra un campo profughi istriani, aveva in passato dimostrato sensibilità verso la dolorosa vicenda delle Foibe e dell’Esodo, avendo per anni dimostrato al popolo giuliano e dalmata una solidarietà ininterrotta e coerente: ricordiamo ad esempio il conferimento delle targhe commemorative da parte dell’allora sindaco Mariani agli esuli e ai loro discendenti nel 2008 e l’istituzionalizzazione di una messa in suffragio dei Martiri delle Foibe” celebrata in Duomo ogni 10 febbraio, alla presenza del gonfalone comunale.

IL PRESENTE A MONZA – E’ arrivato a Monza Federico Montini, che con il pretesto di presentare il suo libro dal titolo “Fenomenologia di un martirologio mediatico” ha sostenuto la tesi istituzionale della “Giornata del ricordo” del 10 febbraio con le sue teorie che portano a spiegare come la vicenda delle foibe si dovrebbe inserire nel “contesto del ‘900 italo-jugoslavo”. Non solo, ma a sostegno della linea giustificazionista dei massacri, ha portato come testimonianza “l’uso manipolatore che in Italia alcuni farebbero del Giorno del Ricordo”. Contento lui e il Comune…

Marco Pirola

La locandina dell'evento dell'Anpi patrocinato dal Comune di Monza
La locandina dell’evento dell’Anpi patrocinato dal Comune di Monza

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here