Monza Federico Arena dal mojito allo spinello

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Lotta alla droga, quando l’assessore era davvero …stupefacente

Monza Federico Arena dimostra ancora una volta di essere un assessore stupefacente. Diverso. Sicuramente dal solito cliché cui eravamo abituati a Monza. Dal mojto di salviniana memoria allo spinello il passo è breve. A volte può essere nullo. Peccati di gioventù. Certo. Come se adesso di anni ne avesse 80. Ma Arena è un leghista con una marcia in più. La retro. Se non altro per quello spinello che ha confessato di avere sfumacchiato tempo fa in vacanza ad Amsterdam. Un pizzico di “fumo” galeotto (il fumo non l’assessore…) che ad altri suoi coetanei lui ora nega con decisione. Con tanto di Rambo in divisa, cani e tanti “pistolotti” sulla droga. Ma là, in Olanda, dove lo ha provato, è legale. Qui da noi no. Dice. Vorrei segnalare umilmente all’illustre padano (o italiano fate voi) che in Arabia Saudita è permesso ai mariti picchiare le mogli. È legale. Mi auguro per la sua futura consorte che l’assessore non si rechi mai da quelle parti con lei al seguito.

Monza Federico Arena e lo spinello

Neanche tanto incalzato dalle domande durante un’intervista, il giovanissimo rampantino leghista ammette di avere fatto uso di droga. Può capitare. Capita. È capitato. A lui. Ad Amsterdam ammette. Città trasgressiva per antonomasia. E pure qui non ci scandalizziamo più di tanto. Può capitare, capita, è capitato. L’assessore fuma. Poi si rende conto che non avrebbe voluto continuare su quella strada. Bravo. Può capitare, capita, è capitato. A lui. E sin qui avremmo potuto ammirare il suo coraggioso outing seppur tardivo. Uno spinello a 20 anni (ora ne ha 27). L’Italia è una Repubblica fondata sul pentimento. A cominciare dalle tasse. Ma questa è un’altra storia diceva Irma la dolce…

Monza Federico Arena e la “cazzata”

L’intrepido possessore del numero personale di Matteo Salvini aggiunge alla sua confessione un’attenuante. “E poi lì era legale…”. Dopo aver illustrato i mirabolanti risultati della lotta alla droga dei Vigili urbani di Monza con tanto di utilizzo di corpi speciali e cani dal nome accattivante per la lotta allo spaccio. La droga sequestrata (poca). Dopo gli arresti sbandierati. Pochini per la verità. Ma sempre utili. Dopo aver reso la stazione ferroviaria vivibile (scherzo). Anche se in realtà il problema dello spaccio è stato spostato di qualche “centimetro” dallo scalo. Dopo. Insomma dopo la propaganda, Arena sostiene che quella volta si è fatto uno spinello perché in Olanda è legale. E qui il mio sorriso ammiccante quasi complice, diventa perplessità.

La scusa stupefacente

Ma che “cavolo” di scusa è? Per la verità cavolo non è la parola esatta che mi è venuta. Mi permetto di segnalare a lui che in alcuni stati degli Usa è consentito tenere in caso un lanciafiamme funzionante. O che in alcune scuole gli scolari possono essere sculacciati in classe. Beh, in questo caso qualche italianissimo studente se lo meriterebbe. Per sapere che menare le mogli, usare un lanciafiamme o sculacciare gli scolari non è cosa buona e giusta, non è necessario provare.

Monza Federico Arena, e la retro della Lega sulla droga

“Sono contrario: lo Stato non può arrendersi a un problema e trasformarsi in spacciatore”. Dice tronfio Arena. Ne è passato di tempo dal 1998 quando il capo di Arena, anzi il Capitano, si esprimeva a favore della liberalizzazione delle droghe leggere. Ma già. Allora Salvini era iscritto ai comunisti padani e difendeva i centri sociali. Arena andava all’asilo. E al massimo di sigarette aveva visto quelle di cioccolato in bella mostra sul bancone dell’oratorio. Ma si sa. In politica come nella vita solo Dio, i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione.

Marco Pirola

 

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