Monza: E dopo anni si scopre il doggy bag

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Monza…e dopo anni si scopre il doggy bag. Esiste praticamente in tutto il mondo, è una buona abitudine da diffondere e, di questi tempi, fa anche bene al portafoglio. Ma nella capitale brianzola fino a due giorni fa sembra che nessuno lo sapesse. Ci ha dovuto pensare il Comune con una campagna ad hoc. Con tanto di logo e claim. Tenga il resto, questo il nome dell’iniziativa che ha portato alla distribuzione di 100.000 vaschette in alluminio nei bar e ristoranti della città che hanno aderito. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Confcommercio e Cial, il consorzio per il recupero e il riciclo degli imballaggi d’alluminio. In pratica chi consumerà d’ora in poi una brioche o una costata nei locali aderenti potrà chiedere di farsi impacchettare i resti e portarli a casa. Nato come un riciclo destinato a Fido, il doggy bag si è diffuso in tutto il pianeta a velocità supersonica finendo in realtà per nutrire più gli avventori dei ristoranti che gli animali domestici. Questione di costi. A Monza non era così, evidentemente. Tanto è vero che i locali che hanno aderito all’iniziativa porteranno anche un logo che li possa identificare. Mica che nella Monza benestante si chieda il doggy bag in un posto, per così dire, normale…

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