Monza: condannato, costretto a dimettersi e ora assolto

Franco Boscarino

Franco Boscarino

Franco Boscarino, il consigliere comunale di Monza costretto a dimettersi dal Prefetto ed ora assolto

Monza, condannato, costretto a dimettersi da consigliere comunale dal Prefetto di Monza e Brianza. Sputtanato sui giornali. Costretto a pagare 50mila euro come risarcimento al Ministero. Rovinato. Ed ora assolto, ma nessuno pagherà per il danno. In sintesi quanto accaduto a Franco Boscarino. Innocente, ma rovinato per sempre. Costretto anche a paghe 700 euro al mese per risarcire un danno che non c’è. Non ci doveva essere. Per Franco Boscarino, il postino, già consigliere comunale dell’Udc, l’inferno è durato più o meno otto anni. Dall’accusa e condanna per corruzione all’assoluzione in Cassazione. In mezzo una vita. La sua. Aveva gridato sempre con forza la sua estraneità ai fatti contestati. Così’ come Giuseppe Castello, funzionario dell’Agenzia delle Entrate, condannato per corruzione ed ora il reato è stato derubricato in “consulenza infedele”. Nulla rispetto al capo di imputazione iniziale.

IL FATTO – Secondo l’accusa, Boscarino avrebbe fatto da intermediario tra alcuni immobiliaristi e il funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Milano, che avrebbe percepito uno stipendio mensile di 3.000 euro, un telefonino con tanto di utenza gratuita e pure un appartamento a Monza, come corrispettivo per sé e altri pubblici ufficiali in cambio di un trattamento di favore nelle verifiche fiscali nei confronti di Ivano Chiusi (un faccendiere lissonese) e delle sue società immobiliari, che però sono comunque fallite. «Sono amareggiato per questa condanna perché io ho sempre sostenuto la mia innocenza e senza dubbio presenteremo ricorso in appello – aveva dichiarato Franco Boscarino dopo la lettura della sentenza – Io avevo del tempo libero perché facevo il postino e Ivano Chiusi mi dava 1.500 euro al mese per trovargli degli appartamenti da vendere o clienti per comprarli. Ma non si è venduto niente, quindi dopo pochi mesi mi hanno lasciato a casa. Castello era uno di quelli che gli avevo segnalato per un immobile». Non gli avevano creduto.

LE SENTENZE – Condannati per corruzione a 2 anni di reclusione con la pena sospesa e la non menzione della condanna il consigliere comunale monzese Franco Boscarino e a 3 anni e mezzo di reclusione (di cui 2 anni condonati dall’indulto) un funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Milano, Giuseppe Castello, a cui i giudici hanno inflitto anche l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni. Entrambi erano stati poi condannati al risarcimento dei danni al Ministero delle Finanze che si era costituito parte civile, con una provvisionale complessiva di 50mila euro.

IL TRIBUNALE – Dopo la condanna aveva mandato comunicazione al Prefetto di Monza che a sua volta aveva notificato al presidente del Consiglio comunale la decisione relativa a Franco Boscarino che suo malgrado aveva dovuto dimettersi. Ora la Cassazione gli ha dato ragione, non doveva essere dimissionato a forza, ma chi gli restituirà il tempo e l’onore perduto?

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