Monza come farsi fregare due quadri milionari

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Via Quintino Sella 22, la stangata con lieto fine se non fosse per i dipinti ancora introvabili

Monza come farsi fregare due quadri da qualche milione di euro l’uno. Cercare di piazzarli, gli arresti e la vicenda degna di un film sul modello “La stangata” che rese ancora più famosi Paul Newman e Robert Redford. Protagonisti anche due fratelli brianzoli doc complici dei ladri. A mettere in contatto la banda coi proprietari dei dipinti sono due insospettabili intermediari: un 80enne di Milano e un 60enne del Bresciano. Anche loro risultano indagati a piede libero.

Monza come farsi fregare: le opere

Pensavano di fare un affarone. E che affare. Piazzare due dipinti di Rubens e Renoir a 26 milioni di euro. Valore base 9 milioni. Invece i due venditori sono rimasti non solo a bocca asciutta, ma anche senza un euro. A rubare «La sacra famiglia» di Rubens e «Le fanciulle sul prato» di Renoir sono stati un 44enne croato residente a Trezzano sul Naviglio. Un tizio che si spacciava per un diplomatico con passaporto israeliano e alto rappresentante della comunità ebraica di Milano.

Monza come farsi fregare: il furto

Tutto accade il 20 aprile dello scorso anno. Per accreditarsi nella trattativa, il ladro sceglie come luogo della compravendita una villetta al civico 22 di via Quintino Sella a Monza. In pieno centro. Al primo piano dello stabile ha sede il Consolato onorario d’Albania. Al piano terra, invece, all’epoca, un’agenzia immobiliare di due fratelli brianzoli di 52 e 59 anni, che prestano i locali perché complici del croato. All’appuntamento il ladro si presenta con un altro uomo che non è ancora stato individuato dagli investigatori. Tra una chiacchiera e l’altra, coi contratti firmati sul tavolo e i dipinti già caricati sul furgone, i due complici si allontanano con la scusa di offrire ai loro ospiti un caffè, salgono sul camioncino e svaniscono nel nulla col ricco bottino.

Monza come farsi fregare: le indagini

Subito uno dei due proprietari dei quadri, un commerciante d’arte cagliaritano di 47 anni (l’altra è una gallerista piemontese di 65), contatta i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza. I riscontri su i contatti telefonici con i ladri portano i militari, al comando del maggiore Francesco Provenza, a casa di altri due complici che si sono intestati le schede sim usate dal croato: un 62enne di Vigevano e il figlio 33enne di Seregno. Grazie ai riscontri telefonici e alle immagini raccolte dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private delle zone di Milano dove si sono svolti gli incontri preliminari alla compravendita, gli investigatori arrivano al croato. Croato e i due fratelli monzesi in manette. Finiscono invece ai domiciliari il padre di Vigevano e suo figlio di Seregno. Tutti già noti alle Forza dell’Ordine. Risponderanno a vario titolo di furto aggravato in concorso. Dei quadri, invece, per il momento non c’è neanche l’ombra.

Marco Pirola

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