Monza calcio in crisi: tutti a casa, niente soldi nemmeno per il pranzo

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Monza calcio in crisi: tutti a casa, niente soldi nemmeno per il pranzo. I giocatori del Monza mangiano solo grazie all’intervento di un tifoso. Ci sono ancora uomini a Monza e in Brianza. Che giocano a calcio, che sudano, che onorano la maglia, che tifano e pagano alla squadra il bus per le trasferte. Ci sono uomini a Monza e in Brianza che mettono mano al portafoglio per dare un piatto di pasta e un pezzo di bresaola ai loro beniamini che nonostante tutto sono ancora qui. Ci sono uomini appunto. I giocatori e i tifosi. E poi ci sono i caporali. I dirigenti. Più fantasmi che caporali. Uomini (si fa per dire) di carta venuti dalla perfida Albione che pensano di trattare Monza come una loro colonia.

I GIOCATORI DEL MONZA – Che dire dei giocatori del Monza calcio che ieri (martedì ndr) si sono fatti la pasta da soli, hanno comperato una crostata e grazie al buon cuore di un ristoratore hanno potuto mangiare al caldo prima della partita pareggiata con la Pro Patria? Nulla, solo ringraziarli. Eravamo abituati alle bizze da vip dei miliardari pallonati, alle notti brave delle stelle di turno, ora quello che sta succedendo in Brianza riporta il calcio alla sua dimensione umana. Fatta di uomini appunto e di fantasmi. Di uomini come Fulvio Pea e di ectoplasmi come Dennis Bingham.

Qui la cronaca della partita contro la Pro Patria

LO SFOGO DEL MISTER DEL MONZA –  Fulvio Pea in sala stampa non le manda a dire: “Avete domande? Non di calcio, perchè questo non è calcio. Ci siamo fatti la pasta anche oggi, poi siamo andati a comprarci la crostata e la bresaola e per fortuna un ristoratore ci ha fatto mangiare al caldo. Il servizio lo ha fatto lo staff. Questo non è calcio. Spiegatemi cosa è. Credo che una cosa così sia impensabile. I giocatori ci saluteranno e andranno via, dopo aver fatto anche oggi alla grande il loro dovere: per chi? Per cosa? Siamo anche degli uomini e gli uomini non possono essere trattati”. Come dargli torto.

IL FANTASMA DEL PRESIDENTE – L’inglesino suddito di sua maestà Dennis Bingham non parla, non commenta, ma soprattutto non paga. Da dieci giorni è sparito nel nulla. Un autentico fantasma. Non a caso. Sta attuando la sua strategia di azzeramento della squadra costringendo i giocatori uno dopo l’altro ad andarsene evitando così di pagare gli stipendi. Vuole svendere dopo aver comperato per un euro ed essersi accollati debiti per un milione e mezzo di euro. Gli stipendi ancora non sono stati pagati ai giocatori e l’inglesino sta facendo il giro (per ora senza risultato) degli industriali della Brianza alla ricerca di chi mette qualche diecimila euro per tamponare.  Condire di parole una situazione già drammatica non servirebbe a nulla. Solo Alberto Sordi e il suo film: tutti a casa rendono l’idea. L’8 settembre del Monza calcio è già iniziato anche se in campo … la guerra continua…

Marco Pirola

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