Monza e Brianza, rapinatori arrestati dai carabinieri di Monza

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    Monza, banda di rapinatori arrestata dai carabinieri di Monza. Dalla filiale di Carate Brianza della Banca Popolare di Lodi (bottino 16.820 euro) all’Unicredit agenzia di Monza con bottino di soli 700 euro. Ed ancora il 13 gennaio del 2012 all’Ufficio Postale di Seveso in Brianza. Un colpo che aveva fruttato 1.689 euro. Il 7 febbraio 2012 erano al Banco di Desio e della Brianza di Cesano Maderno e se ne erano andati con 10.900 euro. Grazie ai carabinieri di Monza, in manette sono finiti in dieci rapinatori.

    OPERAZIONE GIRASOLE – Ovvero l’operazione “Girasole” è stata avviata dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Monza e della Brianza, quando, nella mattinata del 22 novembre 2011, quattro soggetti, mascherati ed armati di taglierino, avevano consumato una rapina ai danni dell’istituto di credito Banca Popolare del Credito per l’Industria di Solaro in cui due soggetti armati di taglierino avevano rapinato 5mila euro riuscendo a fuggire dopo aver rapinato un’auto ad una passante. Le ricerche avevano poi consentito di rinvenire nei pressi della banca due vetture utilizzate dai rapinatori. Entrambe le auto erano rubate. Grazie ai rilievi sulle vetture nonché agli impianti di video sorveglianza di alcuni esercizi commerciali nella zona, era stato possibile riconoscere uno dei rapinatori in Alessandro Di Matteo, nato a Milano il 25 giugno 1991. Successivamente era stato identificato il complice Gianclaudio Marongiu, nato a Narcau in provincia di Cagliari il 9 maggio del 1964, residente a Milano zona Quarto Oggiaro. Marongiu è un pluripregiudicato per rapina, organizzatore di colpi e coordinatore di bande di rapinatori nel passato pertanto i carabinieri hanno ipotizzato che anche in questo caso vi fosse il coinvolgimento di più soggetti. In effetti, iniziando una serie di indagini sulla vita di Marongiu è emerso come, incontrandosi presso il Bar Girasole di Quarto Oggiaro avesse intessuto una serie di rapporti con un gruppo di pregiudicati con i quali organizzava i colpi si obiettivi scelti dopo consulenze dei vari appartenenti al sodalizio criminale. Il modus operandi adottato da Marongiu e dai suoi complici per la preparazione, pianificazione e consumazione delle rapine, consisteva nel far entrare in banca, quindi attraversando le bussole d’ingresso, un soggetto sempre a viso scoperto il quale aveva il compito di farle sbloccare mediante minaccia ai dipendenti, generalmente con un cutter, per dar modo ai complici mascherati di accedervi indisturbati.

    LE INDAGINI – L’attività di indagine, supportata anche da quotidiani servizi di pedinamento, permetteva di ricostruire una serialità di rapine messe a segno nel recente passato  nonché all’arresto in flagranza di reato proprio di Marongiu e di altri due complici il 13.03.2012,  ad ALBA (CN), quando il criminale, insieme a  Maurizio Mandurino e Francesco Paolo Cottone avevano tentato un assalto alla filiale del Monte dei Paschi di Siena in Via Cherasca ma erano stati bloccati in flagranza dai carabinieri che seguivano le loro mosse. Al termine dell’attività d’indagine è quindi emerso come il gruppo criminale avesse consumato, in poco più di un anno (dal gennaio 2011 al marzo 2012) 15 rapine ad istituti di credito, 2 ad uffici postali ed 1 in una gioielleria con una refurtiva che sfiora il mezzo milione di euro. il nugolo di soggetti di seguito riportati, resisi responsabili a vario titolo di rapine ai danni di istituti di credito ed in un caso nei confronti di una gioielleria.

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