Monza Arte rubata, i ladri preferiscono mostre e musei

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Il bilancio del 2018 dei carabinieri del Nucleo Tutelo Patrimonio artistico di Monza

Monza arte rubata e recuperata. La cultura nel mirino dei ladri. Viaggio tra mostre, musei e gallerie saccheggiate dai soliti ignoti. Quelli che lo scorso anno hanno aumentato le loro attenzioni rispetto alle chiese e luoghi di culto. Nel 2018 il numero di furti di beni culturali è lievemente cresciuto. Il fenomeno si è rivelato  in crescita soprattutto per quelli commessi in danno dei luoghi espositivi (mostre, gallerie ed esercizi commerciali), mentre ha registrato un significativo calo quello a danno di musei e delle pinacoteche. È rimasto invece invariato quello nei confronti dei luoghi di culto come le chiese e santuari.

Monza arte rubata e ritrovata

Il maggiore dell’Arma Francesco Provenza ha illustrato il bilancio dello scorso anno. Nel 2018 i carabinieri del Nucleo tutela Patrimonio artistico che ha sede a Monza nella Villa Reale, hanno arrestato cinque persone. Denunciato altre 75, responsabili di aver violato le norme del codice penale e quelle che tutelano il patrimonio culturale nazionale italiano. Nella maggior parte dei casi si tratta di reati di furto, ricettazione di opere di provenienza illecita e contraffazione di dipinti di arte moderna e contemporanea. Le attività di investigazione hanno consentito di recuperare e sequestrare 279 beni. Di cui 94 di tipo antiquariale, archivistico e librario. Sono 123 i reperti archeologici e 62 le opere d’arte contraffatte. Questo rimane un fenomeno in crescita nonostante la crisi. Per un valore economico stimato in 26.572.500 euro per i beni autentici e di 14.150.000 euro per quelli contraffatti, se fossero stati messi sul mercato internazionale come capolavori autentici.

Monza arte rubata, il colpaccio

I carabinieri di Monza hanno recuperato un prezioso dipinto a olio su tavola, raffigurante “Madonna con Bambino e i Santi Antonio Abate e Giovanni Evangelista”, attribuito a Lippo d’Andrea, in arte Ambrogio di Baldese (1352-1429), rubato il primo settembre del 1982 da un’abitazione di Ronco Briantino, in alta Brianza.

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