Monza addio: Camera di Commercio va con Milano

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Oggi un altro pezzo di Monza e della Brianza assorbito da Milano

Monza addio, la Camera di Commercio se ne va con Milano. Sul fortino di piazza Cambiaghi a Monza sventola bandiera bianca. Viva il re, viva Badoglio. Ora come allora. Più che un 25 luglio infatti è un 8 settembre della vergogna. Tra soldati con le braccia alzate, divise dismesse, marinai a cavallo e Alberto Sordi che si ostina a condurre un plotone chissà dove. Ma non è un film. E’ realtà. Un delitto perfetto consumato tra i silenzi dei potenti che ai tempi vollero fortemente l’indipendenza. Ma ora hanno cambiato idea. Dopo gli industriali con la fusione di Confindustria, ora tocca ai commercianti.

Monza addio: il Gran Consiglio del 25 luglio

La data del 25 luglio può essere un caso della storia. Come più o meno 70 anni fa. Certo nessuno verrà portato prigioniero sul Gran Sasso. E nemmeno arriverà la “cicogna” del maggiore Otto Skorzeny a salvare il presidente. Quello che ci aspettiamo sin da ora è l’apparizione di un maresciallo Badoglio qualunque che ci dirà che la guerra continua. E’ finita. Milano assorbe l’ultimo baluardo di autonomia di Monza e Brianza. Poi toccherà ai collegi elettorali. Nella proposta di legge elettorale, il territorio verrà smembrato e gran parte della Brianza finirà con Varese.

Monza addio: Il funerale

Il funerale è previsto per oggi. La riunione del Consiglio camerale è prevista per oggi alle 14,30. L’ordine del giorno passerà a maggioranza (almeno 22 voti su 33) e così la Camera di commercio di Monza e Brianza verrà accorpata con quella di Milano. Qui hanno già votato per il sì. Figuriamoci. Certo solo il 30 settembre 2017 si vedranno gli effetti, ma intanto Monza addio.

Monza addio: Matteo Renzi come Dino Grandi del ’43

Sulla Camera di commercio pesano le decisioni del Governo. Il diritto annuale che ogni impresa già quest’anno ha pagato scontato e che si ridurrà ulteriormente fino a scendere del 50% nel 2017. La politica accentratrice con la riduzione della Camere italiane da 105 a 60. Monza avrebbe i numeri per restare da sola, ma i tagli sono tagli. Ed allora si cambia.

Monza addio: la verità… supposta

Hanno addolcito la pillola o usato la vaselina (scegliete voi a seconda della terapia…) dicendo una mezza verità. Anticipando le mosse del governo e decidendo prima il proprio destino, Monza e il territorio hanno avuto l’opportunità di trattare. A cominciare dagli assunti che non verranno toccati. E ci mancherebbe altro. Ma è la prospettiva che cambierà radicalmente. Con qualche una domanda sul futuro: quali saranno le funzioni “elemosina” che il maresciallo Badoglio di turno affiderà a Monza? Niente illusioni. L’ultima roccaforte dell’autonomia, l’Alcazar della Brianza è caduta. Come direbbe Renzi: fatevene una ragione.

Marco Pirola

 

 

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