Monza addio ammiraglio, è morto lo zio Ermy

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    Dopo una lunga malattia morto Erminio Ferranti, per anni il numero 1 dei fotografi di Monza

    Monza addio ammiraglio. Ermio Ferranti, al secolo l’ammiraglio, è morto. Per me il mestiere finisce qui. Anche se lui che di giornalisti e fotografi se ne intendeva, avrebbe voluto continuassi. Così sarà dopo il primo momento di sbandamento dovuto alla ferale notizia. Si, proprio ferale con un termine aulico che sarebbe piaciuto tanto allo zio Ermy come lo chiamano i suoi ragazzi. Mi sembra di sentirlo. E lo sento dietro che sussurra. Avanti, avanti, la notizia non aspetta nessuno. Certo in 29 anni ne hai visti di tutti i colori e dovresti essere preparato. Pronto. Non è così. Questo non sarà il mio congedo migliore. Non lo può essere. Troppe emozioni e ricordi personali mi separano dall’asetticità necessaria per scrivere. È difficile trovare i tasti mentre le lacrime scendono copiose. L’ultima volta che ho pianto è stato quando è morto papà. E adesso.

    Monza addio ammiraglio

    Oggi scompare un po’ di me. Di quel ragazzo che Erminio Ferranti aveva accolto sotto la sua ala protettrice agli inizi degli anni Novanta. Un grande avvenire dietro le spalle, tanta voglia di fare, ma pochi soldi. Io, Ermy e il suo avamposto di via Pesa del Lino. Lui di giornalisti in erba ne ha conosciuti ed aiutati tanti. Troppi. E tra costoro includo me stesso. Fate voi.

    Monza addio ammiraglio, i ricordi

    Potrei scrivere un romanzo o un libro su di lui (l’ho fatto due anni fa…), ma voglio stare solo. Il re degli “slampazzi” dal bagliore dei flash che facevano le vecchie macchine fotografiche, non c’è più. Era malato da tempo certo. Sempre più solitario. Ma tu sapevi che stava lì da qualche parte in Monza o all’autodromo a ricordare i bei tempi passati che non ritornano più. Triste e malinconico a rincorrere i ricordi. triste come quando scomparve Lorenzo il suo amato figlio in un incidente stradale drammatico. Ammiraglio. Tutti lo chiamavano così senza sapere il perchè. Il vero motivo di quel soprannome lo scrivo qui sotto senza aggiungere altro. Ciao zio Ermy dire che mi mancherai è poco. Dopo aver fatto per noi migliaia di foto, questa volta saranno i tuoi ragazzi ad accompagnarti per l’ultimo viaggio. Queste poche seppur sentite parole valgono per i mille grazie che non ti ho mai detto…
    marco pirola
     
    Monza addio ammiraglio, il soprannome
    Ammiraglio. Soprannome che la dice lunga sul suo charme nel gestire immagini e cronaca. Montecarlo anni Sessanta. Lo zio Ermy è alla corte di Grace Kelly tra signore eleganti e gentiluomini in doppiopetto. Lui, abito bianco da cerimonia, l’inseparabile macchina fotografica a tracolla. Scatta centinaia di foto. Un signore distinto lo osserva per tutta la sera mentre scatta. Dopo un paio di ore si avvicina e gli allunga un biglietto da visita lanciandogli due parole al volo. “Venga domattina sulla mia barca a Nizza” le compro alcune foto di stasera, non se ne pentirà”.

    Monza addio ammiraglio, la sorpresa

    La mattina sveglia presto, in macchina prestata sino al porto. Grande trambusto alla consegna del biglietto da visita al piantone. Poi una lancia militare viene a prelevare lui e la sua attrezzatura. Il signore gentile della sera prima era niente meno che l’ammiraglio di una portaerei statunitense ancorata al largo delle coste francesi. Lo zio Ermy non si fa impressionare. Da gran signore come è sempre stato, allunga al suo interlocutore le foto stampate in qualche modo nel cuore della notte nel bagno dell’albergo. Non vuole soldi. “Lo consideri un omaggio dell’Italia”. L’ammiraglio si stupisce, abbozza un sorriso e gli allunga il suo cappello bianco che teneva in testa. un signore sempre ed ovunque.

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