Lombardia: Il lavoro c’è, mancano i lavoratori

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Lombardia, il lavoro c’è, mancano i lavoratori. A dispetto della crisi economica e del tasso di disoccupazione da brivido, in Lombardia ci sono ancora mestieri che nessuno vuole o sa fare. Qualche esempio? Il lattoniere, lo stagnino e il tappezziere. Ma nella patria della moda si fa fatica a trovare anche sarti e modellisti. A dirlo è un’indagine di Camera di Commercio Monza e Brianza che ha scattato la fotografia di un mondo del lavoro che non ci si aspetta. E per capire meglio, basta dare un’occhiata ai numeri. I mestieri antichi, sul territorio, non vanno per la maggiore. Ben il 77,8% dei casi richiesti di lattonieri va deserto, così come il 71,4% quando si parla di mettere la tappezzeria. Il dato più significativo, come si diceva più sopra, arriva dalla moda: il 44,4% delle richieste non è soddisfatto, come a dire che mancano circa 180 addetti e 80 figure sono risultate una “scoperta”. Insomma un’istantanea che la dice lunga, soprattutto alla luce del tasso di disoccupazione giovanile e lo stato del mercato del lavoro. Ma così è anche nel resto d’Italia. Nel Lazio, ad esempio, si fatica a trovare 270 accompagnatori turistici, alla faccia dei tesori custoditi, così come in Liguria scarseggiano i pasticceri. In Piemonte mancano pony express e pubbliche relazioni, mentre in Trentino gli agronomi. Veneto, Friuli, Abruzzo e Sardegna scarseggiano di idraulici, mentre in Puglia e Toscana gli elettricisti. In Emilia i contabili e in Umbria i vasai. Scendendo più a sud si trovano con estrema difficoltà programmatori e analisti software in Campania, mentre in Sicilia mancano i fisioterapisti. E altro dato sorprendente, considerata la bellezza e ricchezza storica della regione, in Calabria gli esperti di beni culturali.

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