Scandalo a Lissone: tangenti al cimitero per seppellire i morti

cimitero

Un dipendente comunale pretendeva la mazzetta per far eseguire la tumulazione delle salme

Una mancia “obbligatoria” che era diventata una costante. E già qui salirà la pressione di chi legge. Se poi aggiungiamo che la giunta di sinistra che governa Lissone da tre anni e mezzo, tace per far passare sotto silenzio la vicenda, saliamo abbondantemente oltre il livello di guardia. Alla faccia della trasparenza tanto sbandierata in campagna elettorale. Non c’è pace al cimitero e per raggiungere quella eterna era diventata la regola pagare. Ma come disse il re di cuori ad Alice: cominciamo dall’inizio…

cimitero-lissoneLA VICENDA – Nello scandalo delle tangenti al cimitero per seppellire i morti a Lissone, è rimasto coinvolto un dipendente comunale che lavora in via Rimembranze, il camposanto cittadino. Un operaio addetto alla tumulazione delle tombe. Uno di quelli che al termine dei funerali devono sistemare la cassa nella fossa scavata a forza di pala e corde. Il dipendente comunale avva un vizietto che al cimitero di Lissone era diventata una costante. Chiedeva la “mancia” per poter finire i lavori in maniera regolare. Pochi spiccioli, una manciata di euro che sempre veniva elargita tra le lacrime dei parenti del caro estinto, in quanto percepita come tassa. Cinquanta euro a funerale per fare le cose dovute.

LA SCOPERTA – Una situazione che andava avanti da a mesi e sui cui nessuno aveva osato mai dire nulla. Ma come cantava Fabrizio De Andrè la notizia: come dall’alto scocca e vola veloce di bocca in bocca. Mente il dipendente comunale imperterrito continuava ad incassare, speculando sul dolore dei parenti, in città la voce si diffondeva. Utenti del cimitero di Lissone, altri lavoratori hanno incominciato a farsi domande sulla correttezza o meno della richiesta di soldi. Sino a quando qualcuno ha avvisato in Comune ai piani della politica che poco distante dalla sede del municipi avveniva cose se non irregolari, strane. Rapidamente le lamentele si sono moltiplicate e la giunta comunale, assessore in testa, è intervenuto. Contro il dipendente è stato preso un provvedimento disciplinare e trasferito di mansioni. Sempre al cimitero, ma questa volta non lavorerà più da solo. E’ stato messo “sotto tutela”. Ora il dipendente rischia il licenziamento.

I SILENZI DELLA GIUNTA DI LISSONE – Tutto quanto sopra è avvenuto tempo fa, ma nessuno dell’Amministrazione si è mai sognato di dare comunicazione alla cittadinanza. Una mancanza di trasparenza che fa a pugni con quanto “contrabbandato” sino ad ora dal palazzo di vetro. Ma questa è un’altra storia. Politica e meno terrena di quella raccontata sul cimitero…

Marco Pirola

 

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