Lissone: Commercianti, no al Piano del traffico

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Lissone, commercianti: no al Piano del traffico. La linea è questa ed è emersa ieri (martedì 13 maggio) all’assemblea di Lissone Commercia. Una riunione che ha visto più di un colpo di scena, in realtà, comprese le dimissioni del presidente Ruggero Sala. Alla base del gesto la volontà di smarcare l’associazione da ogni attacco politico: “Sono stanco di vedere che il ruolo che ho ricoperto nella politica venga usato per marchiare l’associazione – ha spiegato – persino con accuse come quella di voler fare il sindaco alle prossime elezioni. Peccato che manchino ancora tre anni e di cose, in tre anni, ne possono succedere”. Sala ha ricevuto il plauso dei presenti, ma è molto probabile che quello di ieri non sia stato il suo ultimo discorso da pres. Infatti, tra gli associati sta prevalendo la volontà di respingere le dimissioni e riconfermare il proprio presidente. Che ieri – passando al Piano del traffico – ha raccolto tutti gli interventi degli oltre cento associati sul Piano urbano del traffico depositato – in attesa del periodo di raccolta delle osservazioni – dalla giunta di Concettina Monguzzi. Tra le novità del piano, la più importante quella della chiusura del centro alle auto non soltanto il sabato e la domenica – come accade già – ma durante tutta la settimana. Una scelta che in realtà non avviene nemmeno nella vicina Monza e che rischia, per inciso, di dirottare una parte del bacino di frequentatori del centro di Lissone provenienti dai paesi limitrofi altrove. Sulla questione, la posizione degli esercenti di Lissone Commercia è stata pressoché univoca: nessuna preclusione, ma alla fine neppure un sì ad occhi chiusi.

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Il vero problema, hanno lamentato i commercianti, è stata la mancanza di dialogo tra Comune e operatori: “Nessuno di noi ha espresso un diniego preconcetto – ha spiegato il presidente – ma alla fine è prevalso il no a fronte non soltanto della decisione dell’Amministrazione di non confrontarsi per nulla con chi il centro lo vive tutti i giorni e ci lavora, soprattutto in un periodo come questo dove anche i negozi hanno enormi difficoltà, ma soprattutto per una mancanza generale di idee del piano stesso”. “Se il Comune avesse almeno preventivato uno stanziamento, come è successo a Seregno, per la trasformazione del centro storico di Lissone in un salotto, sicuramente avrebbe trovato in noi degli ascoltatori attenti. Ma quando io stesso ho chiesto all’assessore che risorse avesse messo a bilancio il Comune, la risposta è stata: non abbiamo ancora deciso”. Insomma, niente da fare. Pollice verso anche sulla vicenda dei gazebo che gli esercenti potrebbero utilizzare negli spazi antistanti le vetrine: troppo costosi (circa 9mila euro cadauno) e soggetti alla possibilità di essere rimossi in qualsiasi momento per decisione comunale. Ora il piano deve attendere il periodo di deposito delle osservazioni per poi approdare in Consiglio comunale. La battaglia si annuncia rovente. Di certo Lissone Commercia ha deciso di far sentire la propria voce: “A differenza di quel che pensano in giunta – ha concluso Ruggero Sala – siamo noi esercenti, in questo momento, ad essere l’azienda più grossa di Lissone e crediamo che lavorare e soprattutto dare lavoro siano titoli di merito, non motivi per non essere presi in considerazione”.

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