Lissone: se l’assessore (Beretta) è un po’… farfallino

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Da Savonarola del web a “smemorato di Collegno” la parabola politica di Beretta

 

Strano tipo l‘assessore Roberto Beretta di Lissone titolare della delega alla Comunicazione e Risorse umane (sic). Ce lo ricordavamo “diverso”. Non nel senso offensivo ed omofobo che si attribuisce scioccamente e volgarmente a questo termine. Proprio “diverso”. Prima della poltrona era sicuramente un’altra persona. Una sorta di novello Savonarola pronto a brandire la spada della parola e il forcone della denuncia se qualcuno del centrodestra di Lissone avesse osato collegare i pochi neuroni politici del cervello per esternare un’idea. Anche la più innocua. Pronto a “lapidare” le intenzioni dei “ladroni” (sempre ed ovunque senza se e senza ma…) di Forza Italia o della Lega Nord di Lissone. Un po’ come nel diritto canonico dove si puniscono anche le intenzioni.

Ora la “cadrega” del potere deve avere avuto un influsso “radicale” sulla sua capacità di memoria e soprattutto sul suo operato perché lo stesso atteggiamento implacabile che ha sempre usato contro il Fabio Meroni di turno, non lo applica con gli appartenenti alla propria “banda” politica e musicale. Pensiamo al Totem, il simulacro per eccellenza di questa giunta. Cioè il monumento al nulla. Lì abbandonato a se stesso lungo la Valassina, ridotto a pisciatoio per cani costato decine di migliaia di euro. Simbolo dell’inutilità e dello spreco. Pensiamo alle 38 panchine costate mille euro l’una e di ciò che è rimasto di esse. Ridotte pure queste a “barzelletta” nell’attesa che gli incivili li distruggano definitivamente in modo che non se ne parli più. Mi viene da ridere solo a pensarci. Ma è un riso amaro, costoso visto che le ho pagate pure io. Ma c’è un caso su cui riflettere. Un caso di quelli che un tempo l’assessore Beretta e il suo farfallino ne avrebbero fatto se non un cavallo di battaglia almeno due righe “pepate” sul loro foglietto elettronico. Come ai bei tempi di Fabio Meroni. Il caso di Maria Rosa Corigliano.

Un conflitto d’interessi che l’assessore all’Urbanistica aveva su alcune aree edificabili a Lissone. Solo dopo anni l’assessore all’Urbanistica Corigliano si accorge di questa incongruenza. Ci saremmo aspettati una predica di farfallino come aveva fatto nel 2011 dalle colonne del suo pulpito elettronico quando l’allora maggioranza aveva proposto sulla stessa area meno “potere commerciale” per il privato. Che tradotto, al di là dei giochi del mattone, significa volumetria. Ed invece? No. Farfallino Beretta commenta: è stata brava ed onesta l’assessore che almeno ha sollevato lei stessa il problema. Un’assoluzione politica a priori che fa pensare. Noi. Il tempo passa per tutti e l’azione devastante dell’età deve avere avuto effetti sulla memoria. Provvediamo a sanare: piazza Garibaldi, Monza. Il Tribunale invocato tante volte in passato è sempre lì. Dicono, diciamo, dica lui. Ma Beretta, la sua sentenza l’ha già emessa. Per lui tutti i politici sono uguali, ma quelli della sua parrocchia sono più uguali degli altri. Quello che gli avversari non potevano nemmeno pensare, i suoi correligionari possono fare. Insomma è sempre più… farfallino

Marco Pirola

Lissone, totem

 

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