Lissone, scoperto gattino che viveva nel cesto della biancheria

Liberato gattino prigioniero del cesto della lavanderia. Il proprietario, un disoccupato e invalido di Lissone, teneva il felino nel cesto della biancheria. Una sistemazione rudimentale. È come si potrebbe definire il giaciglio trovato da un disoccupato e invalido al suo gattino. Il proprietario è un sessantenne italiano residente a Lissone che deteneva l’animale in un comunissimo cesto della biancheria. Il recipiente era chiuso con un asse di legno fissato con del filo di ferro. Un espediente perché l’animale non potesse uscire.

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Liberato gattino: la storia

L’appartamento dell’uomo era da tempo oggetto di regolari sopralluoghi da parte del Nucleo Antimaltrattamento dell’ENPA di Monza e Brianza. Il motivo è una coppia di cani. Cani che l’Enpa ha deciso di lasciare al proprietario in quanto correttamente alimentati e tranquilli. Senonché in una di queste visite di routine, l’uomo, oltre agli alimenti per i cani, chiede ai volontari anche del cibo per gatti. Una richiesta inusuale ed ingenua che svela lo scheletro nell’armadio. Anzi, il gatto nella cesta. Insospettiti, gli operatori raggiungono la cucina, dove fanno la scoperta. L’uomo giustifica con stile “fiabesco” le sue ragioni. Spiegando di aver comprato il gattino da una gattara di un’Associazione il giorno prima.

Liberato gattino: morale della favola

L’intervento del Nucleo Antimaltrattamento Enpa si rivela vitale per la povera bestia. Pochi giorni e sarebbe morta. Portata al canile gattile di via San Damiano, Monza, viene battezzata “Alana” e curata per una grave forma respiratoria. Presenta anche una grave congiuntivite bilaterale e uno scolo nasale. Ora si può dire recuperata fisicamente che psicologicamente. L’aneddoto è anche un mezzo per Enpa Monza, per sensibilizzare sull’adozione consapevole. L’adozione infatti non è un atto da compiere a cuor leggero, ma responsabilmente. Inoltre è un monito anche per chi è chiamato a verificare i requisiti dell’adottante.

Matteo Lucchini

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