Lega Nord tra politica e conti bloccati

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Il sequestro penale dei soldi della Lega nord

Lega Nord la vicenda del sequestro operato dai magistrati del Tribunale di Genova sui conti correnti del Carroccio pone più di un interrogativo. Provo a sintetizzare quel che ne ho capito.

Lega Nord: il dato di fatto

Bossi e Belsito sono condannati con sentenza passata in giudicato per aver truffato il Parlamento per 50 e rotti milioni di rimborsi elettorali. Si tratta di reato commesso a favore dell’ “Ente” di appartenenza: il partito. Nel diritto italiano é una “associazione non riconosciuta” e soggiace quindi alle norme del Decreto Legislativo n.231/2001. Quella legge stabilisce le regole della responsabilità diretta (penale) degli “Enti” a favore dei quali un loro “soggetto apicale” (in questo caso il segretario generale, ossia Bossi) abbia commesso reati. Compresi, in particolare, quelli in danno della Pubblica Amministrazione. La logica è: se il tuo “legale rappresentante” commette un delitto per avvantaggiare te, caro “Ente” (qui é la Lega), lui sarà condannato personalmente e, se deve, andrà in galera, ma tu paghi.
Una volta passata in giudicato la sentenza di Genova su Bossi e Belsito, era assai probabile, quindi, che iniziasse il processo ex D. Lgs. 231/2001. La Lega é chiamata non solo a restituire i fondi che i suoi “dirigenti” hanno frodato, ma anche a versare una ingente sanzione pecuniaria. È probabile che sia conseguito da questo schema il sequestro preventivo ordinato dal Tribunale di Genova.

Lega Nord: la prassi

Dal 2001, quando fu introdotta la norma, la prassi si é ormai consolidata. Ad esempio a Milano, nello scandalo “Oil for food”, ha portato svariate grandi aziende direttamente e “personalmente” sotto processo penale insieme ai loro amministratori e dirigenti.
La Lega potrebbe andare “assolta”, se dimostrasse che all’epoca dei fatti aveva adottato un valido “modello organizzativo” interno, atto a prevenire quel tipo di reati da parte dei suoi “soggetti apicali” ma che i suoi “responsabili” elusero o violarono quel modello. Oppure potrebbe salvarsi se dimostrasse che, in realtà, i reati non furono compiuti a beneficio suo ma personale dei due condannati. Che un partito si sia munito di simili procedure é assai improbabile: non ne sentono la necessità e credo che nemmeno immaginino di averne l’obbligo. Inoltre l’opacità amministrativa é una costante di tutti partiti sin dall’Unità d’Italia.
Lo stesso M5S, che pretende di essere l’antipartito attuale, continua a produrre contenzioso (civile) perchè lo Statuto é scritto in un modo ma molte scelte gestionali interne si fanno senza rispettarlo.
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Lega Nord: che succede oggi

Non ho dati a sufficienza per capire del tutto la situazione e spero che, invece di usare slogan, la Lega Nord faccia chiarezza sull’ipotesi che ho sopra proposto e che in pratica finisce così: credo che all’apertura del processo, la Lega non solo non abbia esibito un valido “modello organizzativo” in essere all’epoca dei fatti ma nemmeno abbia dato prova di un qualche “ravvedimento operoso” o di aver regolarizzato il suo sistema amministrativo, rendendolo più trasparente. Da ciò il Tribunale deve avere tratto la conclusione che la sua condanna finale ex D. Lgs. 231/2001 sia assai probabile e che occorra prendere misure importanti per assicurare alla Giustizia tanto la restituzione del maltolto, quanto l’ingente sanzione pecuniaria che deriva dal reato. Il punto è che questo è un “nuovo” processo, distinto da quello di Bossi. Qui vanno provati di nuovo sia i reati di Bossi e Belsito, sia le responsabilità del loro partito e, per ora, non ci sono automatismi ma solo “probabilità” e “indizi”. Quindi sparare titoloni sulla Lega é prematuro e puramente speculativo.
Altrettanto speculativo, però, è quanto dice Salvini sulla “politicità” del sequestro che, a suo dire, sarebbe un’azione sconsiderata di qualche magistrato politicizzato (“scheggia impazzita”, dice lui) per far fuori la Lega.

Lega Nord: che succederà domani

Sul punto, adesso la Lega farà sicuramente ricorso per riesame, cioé lo impugnerà, e vedremo se anche in quest’altra sede troverà “schegge impazzite”. Azzardo un’ipotesi. La giurisprudenza di questo tipo di procedimenti ha da tempo individuato sistemi che consentano alle “aziende” colpite sa sequestri a tappeto di operare lo stesso, tramite la disponibilità di fondi trasparenti e sotto il controllo del “custode” o “amministratore giudiziario”, che il Tribunale o il Pubblico Ministero devono nominare per ricostruire la situazione patrimoniale e tenerla sotto sorveglianza, sicché penso che a breve saranno dettate modalità di gestione che consentano un minimo di respiro gestionale a Salvini.
L’esito del processo, invece, lo vedremo tra un po’ e speriamo che non si incorra in prescrizioni ma si giunga ad un giudizio di merito.

Lega Nord: la domanda

Alla fine, forse, scopriremo se i famosi “diamanti di Belsito”, che anni fa il Governatore Maroni dichiarò recuperati alle casse della Lega, spettino davvero a quelle casse o a quelle di Roma. Che sono poi quelle di tutti noi.
Luigi Paganelli

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