Lavoro: a Monza arriva dal cielo con i droni

SYDNEY, AUSTRALIA - JULY 04: Drone operator, Ken Butti lands the custom built DJI s1000 Drone at Palm Beach on July 4, 2014 in Sydney, Australia. Commercial and recreational UAV (Unmanned Aerial Vehicles) sales in Australia have regulators concerned about safety, privacy and security, while the commercial industries of mining, farming, property, and sport are embracing the new technology. Under the current CASA (Civil Aviation Safety Authority) regulations all unmanned aircraft weighing more than 2kg need to have a UAS operators certificate. Licensed operators are not allowed to fly above 400ft, not within 5km of an airfield boundary and can't fly within 30 metres of people not involved with the operation. (Photo by Brendon Thorne/Getty Images)

Le nuove frontiere el lavoro passano dal cielo della Brianza

Lavoro, una manna dal cielo, ma non è una battuta. Dalla terra al cielo il passo può essere breve. E il panorama impagabile. Ne sa qualcosa Roberto Colzani, 35 anni, originario di Casatenovo, di casa a Monza. La sua, una storia di successo. Partito dalla Brianza è arrivato a dare vita ad un’impresa di livello nazionale. La sua azienda, la Moviely, si muove in un settore ancora nuovo, quello dei droni. Nonostante, infatti, il boom che questi “aggeggi” hanno avuto dalla metà degli anni Duemila, ancora oggi basta la parola per evocare scenari tra i più bizzarri.

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LAVORO: LA STORIA – Il mercato degli Aeromobili a pilotaggio remoto (APR), come bisognerebbe chiamarli, ha in realtà un passato interessante, ma soprattutto un futuro a tutto campo. Il loro impiego, nato nei meandri dell’industria bellica e tuttora oggetto di numerose applicazioni militari, come la sicurezza e la caccia ai latitanti pericolosi, si è sviluppato grandemente anche in ambito civile. Non tutti sanno che i droni vengono utilizzati in settori come la ricerca dei dispersi dopo una calamità naturale oppure per il telerilevamento, ossia l’analisi del territorio attraverso dei sensori termici applicati al velivolo. Non solo: grazie ai droni è possibile osservare e analizzare lo stato di salute dell’ambiente o dei monumenti storici con un risparmio di energie e una riduzione dei rischi del tutto impensabile prima.

DRONI E LAVORO – Ma c’è un altro settore nel quale i droni si sono sviluppati ed è quello delle riprese video. Un campo dove a dettare le regole sono invece bellezza ed emozioni. Difficile, infatti, rimanere insensibili davanti a laghi, montagne, skyline metropolitani a definizione sbalorditiva e tanto vicini da poterli toccare. Molto meglio del 3D perché reale e molto più suggestivo. Ed è a questo che si sta dedicando la Moviely.

DRONI: PROGETTO MOVIELY – È nato quasi per caso: “Avevo un’attività a Besana Brianza – racconta Roberto Colzani – Ma ad un certo punto ho deciso di vendere tutto. Non volevo più stare fermo in quattro mura, volevo muovermi in modo libero. Allora però non pensavo minimamente ai droni”. Presa al volo l’occasione di vendere, si apre per lui un momento di riflessione: “Stavo vivendo un periodo di cambiamenti importanti, anche personali, e mi si prospettò la possibilità di intraprendere il Cammino di Santiago. Decisi di affrontarlo, trenta giorni per allontanarmi da tutto quello che avevo intorno e dedicarmi a me stesso”. Un’esperienza importante, prologo di una nuova avventura: “Una sera, al ritorno, andai a cena da due cari amici, uno dei quali mi parlava dei suoi progetti sulla realtà aumentata. Già da tempo mi accennava ai droni e le riprese video, ma non avevo mai messo a fuoco questa possibilità. Quella sera vidi un drone sul loro tavolo e scattò la scintilla”.

L’IDEA E IL LAVORO – Da allora la scintilla è diventata un’impresa che porta lavoro. All’attivo video per numerose realtà, ognuna con la propria particolarità: dall’azienda vinicola che ha voluto raccontare attraverso le immagini la storia dal grappolo fino alla bottiglia, all’agriturismo completamente autosufficiente, all’istituto bancario o il centro benessere, arrivando fino ai Summer Camp della Gazzetta dello Sport. “Sono state esperienze bellissime – dice Roberto Colzani – Ogni singola realtà, piccola o grande, veicola una propria storia originale e il video è sicuramente il mezzo più d’impatto per fare questo”. Un drone, un joystick, una videocamera e una buona dose di creatività: “Dà immagini meravigliose e permette di fondere la prospettiva aerea a quella terrena, inventando qualcosa di totalmente differente ogni volta. La versatilità espressiva è una delle caratteristiche più stimolanti”. I droni hanno scatenato non solo la fantasia di chi li usa, ma anche quella degli utenti: “Abbiamo realizzato delle video-storie di matrimoni, ma non solo. Una cliente, ad esempio, ha deciso di regalare al marito una ripresa di compleanno, mentre era intento a guidare sulla pista dell’Autodromo”.

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DRONI E LAVORO: LE REGOLE – Attenzione, però, perché l’utilizzo dei droni non è per niente un passatempo: “C’è un percorso da fare – precisa Roberto Colzani – il primo passo è frequentare una scuola riconosciuta da Enac (l’ente nazionale per l’aviazione civile, nda) per ottenere i requisiti fondamentali e gli attestati che vengono rilasciati dopo un esame scritto e una visita medica che stabilisce le abilità del conduttore, fisiche e psichiche. Il drone, inoltre, va certificato, come a dire targato affinché sia riconoscibile e identificabile. E va stipulata un’assicurazione”. Ci sono anche numerose prescrizioni: “Non si può volare sopra le persone o in loro prossimità, ci sono norme severe su questo punto, e inoltre le persone riprese a loro insaputa non devono essere riconoscibili”. Non solo: è vietato volare di notte, da trenta minuti prima dell’alba a trenta minuti dopo il tramonto, e nelle zone “no flight”. Nella maggior parte dei casi è necessario richiedere dei permessi di volo che possono essere concessi per un determinato giorno e una determinata ora. Il drone, da ultimo, per legge non deve superare i 200 metri di raggio e i 70  in altezza (potenzialmente potrebbe ricoprire qualche chilometro, nda) e deve essere sempre a vista, dotato anche di un sistema di recupero.

LA MECCANICA – Ma cos’è precisamente un drone? È niente più che un dispositivo in grado di volare senza bisogno di un pilota. Quest’ultimo guida il drone da terra con un radiocomando. Di fatto esistono più tipologie di droni, da quelli con strutture ad elica (simili ad un elicottero), quelli a struttura planare (simili ad un aereo) e gli ibridi, in grado di volare, ma alla bisogna anche di “camminare” sulla terra ferma. L’ideazione dei droni, curiosamente, ha spesso preso spunto dagli insetti, riproducendo meccanicamente alcune caratteristiche naturali. Di solito i droni funzionano a batteria ricaricabile e sono sempre dotati di led sottostanti per rendersi completamente visibili. Alcuni modelli sono dotati anche di infrarossi e sensori di posizione. Il peso dipende dal modello, anche se la tendenza è renderli molto leggeri, attorno al chilo e mezzo, e lo stesso vale per il prezzo. Un drone non professionale va dai 20 ai 300 euro, mentre per acquistarne uno professionale i prezzi salgono: dal migliaio di euro fino anche a 20/30mila euro. Ogni drone è dotato a terra di un monitor che permette di vedere le riprese con autogestione della videocamera, in grado di mettere a fuoco in ogni momento le immagini riprese. Naturalmente i droni non fanno miracoli: “Se le condizioni meteo non sono favorevoli – conclude Roberto Colzani – non si vola. È inutile correre dei rischi per niente”.

Info: www.moviely.it

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