Brianza: I lavoratori? Troppo bravi, licenziati

Micron

di Marco Pirola

Brianza, alla Micron, i lavoratori sono troppo bravi e per questo meritano un premio: il licenziamento. Un furto. Altra parola più adatta non c’è per descrivere quanto sta accadendo alla Micron di Agrate Brianza. La compagnia statunitense, tra i primi produttori mondiali di microelettronica, sta facendo ricavi da record dopo essersi impossessata di brevetti, attrezzature, uomini, clienti e tecnologie italiane. La società porta tutto quanto negli Usa e ora vuole licenziare in Italia 419 lavoratori italiani che rappresentano il 40% del personale. Il primo passo verso la chiusura totale. E pensare che solo nel 2010 Micron ha presentato un bilancio di 1 miliardo e 800milioni di dollari in attivo.

L’azienda, nel giro di sei anni, dopo essere diventata proprietaria di tecnologie e brevetti sviluppati da italiani, in Italia e avere fatto lucrosi affari grazie a prodotti e clienti derivanti dall’acquisizione, nonostante i risultati dell’ultimo trimestre rappresentino un record per la società (i ricavi ammontano a oltre 4 miliardi di dollari) vuole dare il benservito ai lavoratori in gran parte altamente qualificati. E pure senza neanche troppi complimenti. Ci hanno scritto marito e moglie, tutti e due impiegati nello stabilimento di Agrate. Avremmo potuto pubblicare la loro lettera per strappare un’emozione in più, ma abbiamo deciso di non farlo. Ho deciso di non farlo. Per un semplice motivo. Non avremmo potuto scrivere quello che veramente penso della vicenda e di chi ha preso questa scelta. Sono dei volgari ladri. Di idee, di uomini, di umanità. E se gli schiaffi volano in Parlamento ad Agrate che dovrebbe fare?

 

 

 

 


 

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