Incidente mortale: Omicidio colposo l’accusa per la morte di Elio Bonavita

1. Incidente mortale: omicidio colposo l’accusa rivolta a due automobilisti per la morte di Elio Bonavita avvenuta a Monza

Incidente mortale: omicidio colposo e due imputati alla sbarradavanti al Giudice dell’udienza preliminare di Monza. Due richieste di rinvio a giudizio per omicidio colposo per la morte di Elio Bonavita, il ragazzo di 14 anni che lo scorso anno perse la vita a Monza in un rocambolesco incidente stradale.

2. IL PROCESSO

Il Tribunale di Monza ha ficcato per il 16 marzo la data dell’udienza preliminare per il tragico incidente stradale in cui il quattordicenne di Villasanta Elio Bonavita ha perso la vita travolto da un suv mentre si trovava in macchina con la mamma Nunzia Minichini, rimasta ferita gravemente. Il fatto era successo in viale Brianza a Monza , poco prima della svolta in via Ramazzotti, in zona parco. Da Villasanta, dove abitava, Elio stavano andando alla partita di calcio domenicale alla Dominante, squadra in cui militava. Il funerale di Elio Bonavita era stato seguito da migliaia di persone e l’intervento del padre aveva commosso tutti..

3. L’ACCUSA

Confermate, da parte del sostituto procuratore Manuela Massenz, le ipotesi accusatorie formulate nei confronti dei due automobilisti alla guida delle auto che hanno innescato la tragica carambola, fatale per il povero Elio, studente iscritto alla prima liceo linguistico al Mosè Bianchi. La perizia cinematica, affidata all’ingegner Domenico Romaniello, alla quale hanno partecipato anche i consulenti delle difese e della parte civile, avrebbe confermato la prima ricostruzione operata dagli inquirenti la domenica mattina giorno dell’incidente.

4. INCIDENTE MORTALE DINAMICA

L’Audi Q5, guidata da Giuseppe Colombi, 46 anni, imprenditore di Vedano al Lambro, non rispetta la precedenza e si immette da via Ramazzotti in viale Brianza in direzione centro di Monza. Poi l’arrivo a velocità troppo elevata (secondo le tesi dell’accusa) della Range Rover nera condotta da Giovanni Lorefice un 38enne residente a Lesmo che, per evitare l’Audi, scarta a sinistra e invade il senso di marcia opposto andando ad investire frontalmente la piccola utilitaria nella quale si trovavano Elio, e la madre Nunzia Minichini. L’accusa è per entrambi quella di omicidio colposo. Nei confronti del conducente della Q5 viene contestato anche il reato di omissione di soccorso, per non essersi fermato dopo il terribile schianto che aveva coinvolto anche altre automobili.

5. LA DIFESA

 

L’uomo sostiene di “non aver lasciato in coscienza il luogo dei fatti” come confermato dai suoi avvocati aggiungendo che i ricordi dell’accaduto si erano limitati “ad alcuni flash” di auto che arrivano alle sue spalle. E poi un “momento di panico” quando si era reso conto che la jeep nera gli stava arrivando addosso cancellandogli “ogni percezione della realtà”. Una condizione di disagio, sempre secondo gli avvocati e confermata nell’interrogatorio dai vigili urbani di Monza, diventata una costante dopo che tre anni prima era stato investito da un’auto mentre faceva jogging in zona Parco.

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