Il Mirabellino in vendita. E a difenderlo solo facebook

Mirabellino

Mirabellino

Vendesi complesso settecentesco, appartenuto ai Conti Durini. Ottima posizione. Prezzo sconosciuto. Il destino del “Mirabellino” è segnato. Il Demanio lo ha infatti destinato tra i beni da vendere.

In tempi di crisi, di spending review, ma soprattutto di imposte che si preparano a cadere nuovamente sulla testa degli italiani (che già subiscono un pressione fiscale che si aggira intorno al 44 per cento), anche l’arte finisce nel calderone delle vendite. Così un pezzo di Parco, di quel complesso di proprietà pubblica fruibile da tutti i cittadini, andrà in mano ai privati.

Quel posto che doveva ospitare la sezione di Botanica del museo di storia naturale di Milano (Villa Reale e il Parco furono uno dei più moderni esempi di agricoltura e studio dell’ambiente del tempo, nda) sarà ceduto al migliore offerente. Che, ovviamente e come è giusto, potrà farne ciò che vuole. Ed è questo il punto. Non che infatti privato significhi per forza male, come stanno dimostrando i lavori di recupero di Villa Reale, impossibili senza un intervento a suon di milioni di euro. Ma è singolare che un complesso sostanzialmente unico veda al proprio interno un’enclave dal destino sconosciuto.

Il bello è che come spesso accade, per venire a conoscenza di taluni fatti, bisogna rivolgersi alla rete e non ai comunicati stampa ufficiali. In particolare a Facebook da dove un manipolo di “irriducibili” sta lanciando un appello a tutti i monzesi. Almeno, di lottare per il destino del Mirabellino. Un gruppo denominato “Salviamo Villa Mirabellino” sta spopolando in questi giorni sul social network con l’obiettivo di trovare un’altra soluzione alla vendita pura e semplice. Il bello è che per il momento è l’unico ad avere sollevato la questione. E il brutto è che come sempre bisogna correre ai ripari.

Il bello è che l’appello è stato lanciato da chi di Villa Reale se ne intende davvero, come l’ex soprintendente Marina Rosa e dalla sua pagina del Centro documentazione residenze reali. Il brutto è che al momento il gruppo conta un centinaio di iscritti. E il resto dei monzesi dove stanno?

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