idee per il nuovo anno

Proposte per un futuro più prospero e sereno

Idee per il nuovo anno. Nel 1996 Samuel P. Huntington scrisse il famoso “The clash of civilizations and the remaking of world order”. Ossia “Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale”. La teoria era che i conflitti di questo nuovo millennio non sarebbero derivati né dall’economia né all’ideologia. Bensì dalla collisione tra culture diverse, costituite da intere nazioni o da grandi gruppi di pressione. Non ci curammo troppo di quella teoria. Tutti distratti dalla caduta del muro di Berlino e dalla fine della guerra fredda e dell’Unione Sovietica. Poi, però, venne l’11 settembre 2001 e sembrò che Huntington fosse un profeta.

Idee per il nuovo anno: considerazioni

I tre lustri trascorsi da allora hanno dimostrato che i meccanismi dei conflitti che ci occupano (e preoccupano) sono legati a tutta la sfera delle modalità con cui l’Umanità si aggrega. E’ evidente che ciò che ancora determina i conflitti sono le questioni economiche. Come diceva von Clausevitz, “la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”. Con stragi e bombardamenti a tappeto Russi ed Iraniani “liberano” Aleppo. Ma concedono un corridoio “umanitario”, da cui 5.000 jihadisti (non membri dell’Isis) possono dirigersi verso la Turchia. O verso i territori dell’Isis, che perde Mosul ma riprende Palmira.

Idee per il nuovo anno: gli attentati

Un attentato viene efficacemente eseguito a Berlino. La signora Merkel perde consensi rispetto alla destra di Alternative für Deutschland, anzitutto antieuropeistica, in vista delle prossime elezioni del 2017. E così magari si sposta un gasdotto che fa comodo all’Iran. Ma non troppo all’Oman. I due stati pompano entrambi metano dalla stessa “polla” sotterranea a cavallo di un confine.

Idee per il nuovo anno: la massa

Tutto il resto, ideologie e religioni, o culture, funge da pretesto per scatenare popoli o singoli individui, opportunamente “radicalizzati” con programmi di persuasione di massa, degni della “Psicologia delle folle” di Gustave Le Bon (libretto che sarebbe un bel regalo complicato per Natale).

Idee per il nuovo anno: la storia

Come se ne esce? Quale ottimismo possiamo coltivare di fronte ad un quadro simile, nel quale evidentemente il ruolo di ciascuno di noi sembra più quello del suddito che subisce che non quello del cittadino che agisce? Il primo rimedio è un cambio di prospettiva. Di fronte ad attentati, conflitti asimmetrici, guerre tra nazioni e guerriglie varie, tutti gli osservatori continuano a considerare l’Umanità alla stregua di una collettività nebulizzata sul pianeta. Invece la “globalizzazione”, fenomeno inarrestabile che tantissimi temono ma che nessuno può davvero fermare (e forse nemmeno rallentare), ha questo di chiaro: che l’Umanità è un tutt’uno, una sola civiltà complessa con miliardi di attori, di cui alcuni sono più o meno robusti “capiclan” o “capibanda”, molti sono i soldati di quelli e le folle sono ostaggi, potenziali vittime del Fato innescato dai “capiclan”.

Idee per il nuovo anno: la nostra vita

Ostaggi, perché sentiamo di dover modificare le nostre vite in funzione dei vari pericoli che di volta in volta questi “capiclan” e la loro soldataglia fanno emergere. Vittime, perché qualunque cosa si faccia, il rischio è casuale e fatale: come andare una sera a vedere i fuochi d’artificio sulla Promènade des Anglais a Nizza o andare al mercatino di Natale in Breitscheidplatz a Berlino o…Tutte situazioni in cui si legge e sente dire che “siamo in guerra”, col consueto refrain: “bisogna fermarli”. Sono quasi palpabili il vuoto assoluto, quasi la disperazione dietro a frasi del genere. Ma a sorreggere questi meri slogan emerge la misconoscenza dei fenomeni insieme all’incapacità, forse alla non nolontà di comprenderli.

Idee per il nuovo anno: siamo in guerra

Allora è tempo di entrare nell’ottica che se siamo in una “guerra” e quel che ci assilla non è “semplice terrorismo”, dobbiamo ricondurre il tutto ad una fattispecie nuova. Per vederla occorre una piccola rivoluzione copernicana: non è la guerra che sta intorno all’uomo ma è l’uomo che gira ancora intorno alla guerra. Se consideriamo la globalizzazione un fatto irreversibile, giacché tale essa è, a meno che una catastrofe mondiale non ci riporti all’età della pietra, allora davvero basta un battito d’ala (magari di un cacciabombardiere) a Malakal per scatenare una tempesta in Piazza Duomo. Ecco, vuol dire che l’attuale situazione dell’Umanità sulla Terra non è quella di tante guerre condite di terrorismo di ritorno in nostro danno ma è quella di una “Guerra civile globale”, i cui “attori” usano indistintamente ideologia, religione, etnia, economia e perfino lo sport.

Idee per il nuovo anno: siamo in guerra

Noi dobbiamo difenderci. Questo è certo, e non solo (o soprattutto non) militarmente. Ma prima, come in ogni guerra civile, dobbiamo riconoscerci: chi sta con chi? Ebbene, quel “noi” è il popolo d’Europa, non solo gli italiani o i lituani, o i tedeschi. Per vincere, 500 milioni di Europei hanno necessità di mettersi insieme e riconoscere, oggi più di ieri, ciò che li accomuna e ciò che li divide. Coltivare il primo e sciogliere il secondo: “separare il grano dal loglio”. Questo 2016 ci ha portato la Brexit. Molte altre spinte verso la polverizzazione delle energie sono in espansione. Da questo punto di vista anche gli indizi sulla futura politica estera di Donald Trump non sono confortanti. Per ora si va nella direzione opposta a quel che occorre per difenderci davvero quale società prospera e progressiva.

Idee per il nuovo anno: l’Europa

Quindi un primo auspicio per il prossimo anno è che gli Europei ritornino a riconoscersi tra loro e imparino a capire quanto conviene stringersi insieme per fare blocco di protezione e polarizzazione rispetto alle forze che tra noi e intorno a noi, in questa specie di guerra civile globale appunto, vogliono sparpagliarci per annientarci più facilmente. Ma la difesa non basta, si diceva. Occorre un percorso di contrattacco. Finché considereremo i conflitti che ci occupano come singoli contesti separati, non potremo trovare una soluzione. Saremo come gli Alpini dell’Armir in ritirata dalla Russia, che venivano attaccati continuamente ai lati da piccole bande armate, ma non riuscivano ad organizzare una difesa coordinata: le poche volte che ci riuscirono, guarda caso, qualche risultato lo ottennero. Per un contrattacco efficace in molti casi, soprattutto quando si è già a contatto immediato con conflitti combattuti, occorrono rimedi militari. Si sta già facendo ma in modo disgregato e senza una strategia globale: si va dove gli interessi di questo o di quel gruppo di pressione europeo ci portano. Il problema, dunque, è di superare l’opzione militare.

Idee per il nuovo anno: la globalizzazione

Gli ultimi vent’anni di globalizzazione hanno dimostrato un dato. La gente non combatte, se da un conflitto fisicamente distruttivo ha più da perdere che da guadagnare. Nemmeno i grandi potentati economici combattono più “manu militari” in paesi dove si rischia di distruggere ricchezze ingenti, se sono anche le loro. Allora occorre pianificare percorsi di crescita civile e sociale delle popolazioni dei luoghi ove fino a ieri si sono combattute guerre. Portare interventi di progressivo innalzamento della qualità della vita per tutti. Non è affatto facile concepire politiche di influenza civile di così ampio respiro in tempi in cui ci si sente più poveri e in crisi. Del resto anche queste politiche abbisognano di un blocco sociale molto ampio, e quindi di una Confederazione d’Europa, per essere credibili, organiche ed incisive. E tuttavia proprio questo è il secondo auspicio per il prossimo anno: che si cominci a guardare ai luoghi “lontani” dove affondano le radici di questa “Guerra civile globale” non come a nidi di nemici e nemmeno come a campi di battaglia, ma come a parti di un corpo da guarire, il corpo globale dell’Umanità.

Idee per il nuovo anno: lo sguardo al futuro

Se sapremo alzare lo sguardo dalle nostre gabbie quotidiane e cogliere il ruolo che il Popolo d’Europa deve assumere nel mondo in questo momento storico, forse potremo al tempo stesso difenderci e contrattaccare, per il bene di tutti. E qui sta il terzo auspicio per l’anno prossimo: che tutti si riesca a dare l’effettivo peso alle vicende che ci colpiscono e coinvolgono più o meno individualmente, più o meno da vicino, per comprendere quale sia la reale portata della posta in gioco, che non è più il rigoglio del nostro orticello dietro casa ma quello del frutteto globale. Se sapremo scegliere tutto ciò, magari ricordandoci bene come e perché votiamo, noi per fortuna ancora siamo liberi in democrazia, saremo cittadini e non sudditi anche in Europa.

Buone Feste e buon nuovo inizio a tutti.

Gigi Paganelli

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