I segreti della politica di Monza morti con Peppe ‘o curt

i segreti della politica di monza

Giuseppe Esposito da Torre Annunziata  protagonista di 20 anni di campagne elettorali

I segreti della politica di Monza, almeno quelli di gran parte del centrodestra monzese, se ne vanno con Peppe ‘o curt. È morto un Barabba. Uno Zanza vero. Personaggio sconosciuto ai più, noto agli addetti ai lavori, alle Forze dell’Ordine, ai magistrati, ma soprattutto ai politici dell’allora Popolo della Libertà. Di cui è stato “umile” servitore. Si fa per dire. Sempre in cambio di denaro o lavoro per il suo “gruppo di fuoco”. Naturalmente. Giuseppe Esposito, semplicemente Peppe ‘o curt per gli amici, se ne è andato a 67 anni portando nella tomba più di un segreto. Fiaccato dalle condanne per voto di scambio ed altro. Battuto da una brutta malattia. Come se di malattie belle ne esistessero. Dimenticato dagli “amici” di un tempo che aveva contribuito a far eleggere con la sua opera. Sempre ben retribuita. Anche quando i risultati erano pochini, pochini e il suo appoggio era un autentico “pacco”. Anzi lui era proprio uno specialista in pacchi. E se ne vantava pure. Sempre dopo però.

I segreti della politica di Monza e il diritto canonico

Peppe non era cattivo anche se i verbali dei carabinieri lo dipingono come camorrista e pure altro. Era un inventore. Aveva inventato un postulato fondamentale in politica. Durante le elezioni vigeva per il lui il diritto canonico. Azioni ed omissioni. Un candidato paga per avere il suo appoggio, ma ancora più importante per il “malcapitato” (intendo sempre il candidato…) era che non si parlasse male di lui durante il periodo precedente il voto. Quindi omissioni. Valevano per Peppe le azioni come convincere i paesani a votare. E le omissioni per convincerli a non parlare male. Anche se non veniva distribuito un solo santino elettorale. Il suo metro e 50 di statura da cui derivava il soprannome nascondeva un cervello fino. Applicato al male. Della politica. Dell’illegalità. Qualcuno alla notizia della sua morte ha tirato un sospiro di sollievo. Peppe non ha mai parlato davanti ai giudici. Conoscendolo (per lavoro), certi conti in sospeso, un tempo li avrebbe regolati di persona.

I segreti della politica di Monza il declino di Peppe

Negli ultimi tempi lo potevi vedere a passeggio con la moglie e la nipotina per le vie di Villasanta. Era malato, gli avevano sospeso la pena per gravi motivi di salute. Peppe era stato condannato a rimanere dietro le sbarre per almeno un’altra decina di anni. Aveva dovuto rispondere davanti ai giudici di una serie di reati. Corruzione, voto di scambio, associazione per delinquere. Barabba insomma. Il magistrato gli aveva permesso di uscire qualche ora al giorno da libero cittadino. Libero di passeggiare per le vie di Villasanta come se non avesse collezionato pesanti condanne. Lo avevo intravisto mesi fa dall’altro lato del marciapiede. Con il suo borsello tipo tranviere a tracolla e l’abbigliamento “banale”. Oddio non che all’apice della sua potenza di fuoco vestisse Caraceni, ma mi sembrava più dimesso del solito. Non una parola. Un sorriso amaro abbozzato senza abbassare lo sguardo e via per la sua strada.

Peppe story

Giuseppe Esposito è stato arrestato nel marzo 2013 nel corso dell’operazione Briantenopea” dei carabinieri di Monza. Quaranta ordinanze di custodia cautelare tra cui quella nei confronti dell’ex assessore Pdl all’Ambiente e al Patrimonio del Comune di Monza, Giovanni Antonicelli. Il Tribunale di Monza aveva condannato Peppe ‘o curt con il rito abbreviato a 14 anni e mezzo di reclusione (scesi a 12 anni in appello) per voto di scambio. Altra condanna a 3 anni e 4 mesi per corruzione per i lavori edilizi ottenuti ai danni del Comune di Monza. Ma anche per associazione per delinquere finalizzata a una serie di reati come usura, estorsione, rapine, spaccio di droga, riciclaggio di denaro, furti, falsificazione e spendita di banconote false, clonazione di carte di credito e anche ricettazione di abbigliamento con le griffes contraffatte. Tutto il curriculum vitae di Peppe.

 

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