Giallo del veleno contro i piccioni: morta terza persona

mistero del tallio nova

Appartenevano al medesimo nucleo familiare residente a Nova Milanese

Giallo del veleno contro i piccioni è morta questa notte anche Maria Gioia Pittana, terza componente della famiglia Del Zotto colpita da intossicazione da tallio. La donna, 87 anni, era la moglie di Giovanni Battista e madre di Patrizia, morti a poche ore di distanza l’uno dall’altra in ospedale a Desio il 2 ottobre scorso. La morte in uno scarno comunicato della Direzione Generale dell’Asst di Monza.

Giallo del veleno: la vicenda

I quattro avevano trascorso le vacanze nella loro casa di campagna a Verno, in provincia di Udine. Come ogni estate da anni. Al rientro quattro persone appartenenti al medesimo nucleo familiare residente a Nova Milanese sono finite in ospedale. Avvelenamento da tallio. Padre e figlia, Giovanni Battista e Patrizia Del Zotto di 94 e 62 anni, sono morti. Mentre una novantenne, rispettivamente moglie e mamma delle vittime, è ricoverata in ospedale a Desio. Con lei la figlia minore di 58 anni.

Giallo del veleno: le vittime

Padre e figlia avevano accusato malesseri fin da domenica 24 settembre, ma non vi avevano dato peso. L’anziano padre delle due donne, Giovanni Battista Del Zotto, è invece arrivato oggi all’ospedale di Desio già in condizioni disperate, aggravate da patologie pregresse e croniche. È morto poco dopo l’arrivo in pronto soccorso. Sua moglie, anche lei risultata positiva al tallio e con patologie in corso, è stata ricoverata nelle ore successive e le sue condizioni sono giudicate serie dai medici.

Giallo del veleno:le indagini

Indagano i carabinieri di Desio in collaborazione con quelli di Latisana in provincia di Udine per ricostruire in che modo un intero nucleo familiare possa essere stato avvelenato dal metallo pesante. I militari dell’Arma, con l’ausilio dei tecnici Asl, stanno facendo eseguire approfondite indagini su un pozzo artesiano presente nel terreno dell’abitazione di campagna, per sincerarsi che ad essere avvelenata, per ragioni ancora da appurare, non sia proprio l’acqua del pozzo di cui la famiglia si sarebbe servita durante il soggiorno, terminato lo scorso 28 agosto.

Giallo del veleno: le ipotesi

La prima ipotesi su cui gli investigatori avevano ragionato, non ancora del tutto scartata, ma ritenuta sempre meno probabile, era stata quella di una prolungata esposizione da parte della famiglia ad esalazioni di escrementi di piccione contenenti tallio. Gli animali avevano infatti infestato il fienile della proprietà. Il tallio può essere letale sia per ingestione che per inalazione. Il metallo ha “un’incubazione” di circa venti-trenta giorni prima di manifestare i gravi sintomi sull’organismo. Al vaglio degli investigatori anche alimenti e conserve presenti nella casa vacanze che potrebbero essere stati contaminati dal metallo pesante.

marco pirola

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