Foto e cultura: apre al pubblico Mia

MIA 2016: la fotografia aperta al pubblico

Foto, Fotografia e fotografi, appuntamento a Milano. Una fiera a suon di click. Da giovedì 28 aprile a domenica 2 maggio, si rinnova l’appuntamento con MIA Photo Fair. Il fatto che la fotografia sia diventata una moda è ormai dato per assodato. Siamo tutti fotografi nel nostro piccolo, circondati da smartphone e piccole fotocamere compatte. Un altro punto dato per certo è che la vera fotografia, quella creata dagli artisti, è sempre apprezzata.

FOTO: I NUMERI DI MIA – 80 gallerie, 230 artisti, 15 editori e 20 indipendenti. Sono numeri impressionanti, ma il dato più importante di MIA è il numero di visitatori dell’anno precedente. 22.000 persone hanno varcato le porte di The Mall a Milano per osservare i capolavori dei fotografi contemporanei presenti alla fiera. Anche quest’anno MIA annuncia al pubblico un ricco calendario di appuntamenti e incontri. La novità dell’ultima edizione sono gli artisti indipendenti. Infatti, 20 fotografi presenteranno il proprio lavoro individualmente, senza l’ausilio di editori e galleristi.

FOTO: I PREMI – Tra le tante attività di MIA, i premi rimangono sempre presenti nel panorama dell’esposizione – altrimenti come farebbero gli artisti?  Proverbialmente definiti senza una lira. Il premio BNL gruppo BNP Paribas e il premio Archivi “Tempo ritrovato – fotografie da non perdere” rimangono due appuntamenti fissi di MIA. Il premio “Massimo Gatti”, dedicato al famoso reporter italiano scomparso lo scorso novembre, sarà la novità della fiera fotografica 2016.

FOTO: FOTO E CULTURA – MIA non si ferma solo ai premi. Il programma culturale dell’esposizione prevede discussioni e dibattiti sulle tematiche tipiche della fotografia d’arte. Tra i vari incontri, verrà dedicato spazio al tema della forza dell’immagine come linguaggio per raccontare i processi migratori. Argomento delicato sviluppato anche grazie all’aiuto della Comunità di Sant’Egidio.

FOTO: CODICE MIA – Da ultimo ritorna “Codice MIA” nell’edizione 2016. L’iniziativa non riguarda strane parole criptate per entrare all’esposizione ma un’occasione di discussione del lavoro artistico tra fotografi e curatori. Unico punto debole di questa attività è il fatto che sarà dedicata solamente agli espositori di MIA 2016. Un’occasione mancata per tutti i giovani talentuosi che farebbero “carte false” pur di presentare il proprio lavoro di fronte a una platea così nota.

Alessandro Galli

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