Forza Italia a Monza? I soliti sospetti…

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I soliti sospetti come nel film di qualche anno fa. Niente di nuovo sotto il sole azzurro. Ieri sera all’ Urban Center c’erano le solite facce in sala e dietro al tavolo dei relatori. L’altra metà del centrodestra si conta e risulta essere più o meno l’altra metà che manca a Carugo e compari. Non uno più nè meno di quanti erano prima della divisione. Almeno nella classe dirigente. Per i voti bisognerà aspettare.

I PRESENTI – Iniziamo con un minimo di elenco dei presenti così ce lo leviamo dalle palle. Dietro al tavolo i colonnelli Rosario Adamo, Franco Giordano, Martina Sassoli e un Dario Allevi con Rolex d’ordinanza al polso e, udite, udite, bandierina tricolore di Forza Italia al bavero della giacca.
Seduti tra il pubblico, ma ben in vista, i fratelli Ciafrone da Seregno, Gianni Faletra da Lissone, Gabriele Volpe (da Lissone, Sesto o Brugherio dove è stato eletto, scegliete voi). Luca Veggian da Carate, in rappresentanza di Fabrizio Sala trattenuto al Pirellone dal governatore Roberto Maroni. E poi ancora, Annalisa Colombo da Meda fresca di nomina a vicecapogruppo, Agostino Lomartire in rappresentanza delle legioni di Brugherio. In fondo tra i ‘peccatori’ Lele Petrucci e il fido Antonio Gabetta. In piedi e stranamente attenti. Ed ancora Cristiano Puglisi, Marco Meloro, folgorato nuovamente dalla bandierina dopo la parentesi con Fratelli d’Italia. L’ottico che vede lontano come lo è Domenico Riga e il sindaco di concorezzo Riccardo Borgonovo. Quello di Misinto, quelli che c’erano anche da Carugo come Gianni Barzaghi, presidente degli artigiani. Si, Vimercate, presente! con Annalisa Manzione ed Assi. E ultimo, ma non ultimo lui il reginetto (meno male che mi sono accorto del refuso, stava per uscire ‘reginetta’, quel diavolo di un correttore automatico…) della politica monzese. Il figlio del re di Prussia Paolo Romani, quello per cui tutti i presenti, consapevoli o no, hanno iniziato a lavorare con la loro presenza in sala visto che è destinato ad incarichi sempre più pesanti come la segreteria provinciale.
Stavo quasi per dimenticarmi di loro. Sono riapparsi in sala, dopo anni, due personaggi della politica desiana, Galli ( soprannominato the big) e l’ex assessore sempre di Desio Vitale. Un tempo fedelissimi di Rosario Perri, il cardinale nero già assessore con Dario Allevi in Provincia.
Mi scuso si d’ora se ho dimenticato qualcuno come Colombo e Novara di Seregno, Crippa e Vivaldi da Villasanta, ma rischiavamo di fare l’appello ed esaurire i presenti.

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I CONTENUTI – L’articolo potrebbe finire due righe sopra se fosse per quello che hanno detto. Ma una serie di passaggi hanno colpito. Dalla richiesta di outing fatta da Martina Sassoli agli amici del nuovo centrodestra di Carugo di rivelare al mondo la loro appartenenza. Alla geografia politica brianzola, ma non solo, spiegata da Franco Giordano (uno dei pochi che forse ha capito veramente che sta succedendo). Il fare democristiano del presidente Allevi stava per addormentare tutti quando è arrivato Rosario Adamo a scaldare la platea fredda e attenta. ‘Voglio un partito che se arrivi primo ti danno la medaglia d’oro, se arrivi secondo quella di bronzo, se sei terzo…’ Qualcuno lo ha fermato. Peccato.
Marco Pirola

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