Elezioni Seregno: le alleanze tra partiti al ballottaggio di domenica

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Sfida all’ultimo voto a Seregno tra Edoardo Mazza e William Viganò 

C’eravamo tanto Amati. Come nel film. Ma la sinistra a Seregno è costretta ad innamorarsi di nuovo del ribelle Pietro Amati e stringere l’alleanza con lui nella speranza di rimontare il distacco che separa il suo candidato dal centrodestra. Il prezzo che Viganò e il Pd hanno pagato per avere i simboli sulla scheda elettorale di domenica sono il “secondo mercato” della politica. Nenache cari per sperare. Due assessorati in caso di vittoria, la presidenza di Gelsia e 2 consiglieri comunali. Ci sta. Se si pensa che Viganò parte sulla carta da uno svantaggio abissale. Al primo turno elettorale William Viganò ha ottenuto il 23.46% (4.148 voti) contro  il 39.17% (6.926 voti) del suo rivale Edoardo Mazza. E la sinistra ci ha provato ad andare oltre nella ricerca di consenso cercando di coinvolgere pure Tiziano Mariani. A volte ritornano, Mariani, ex socialista, ex vecchia volpe della politica, ex tante cose è attualmente in cerca di una dimensione politica dopo i fasti del passato ormai remoti (i fasti e il passato…). E pensare che era convinto di andare lui al ballottaggio anche per via di un impegno economico non indifferente profuso a piene mani. Niente da fare né a destra né a sinistra per lui e i suoi amici socialisti come Gabriele Volpe di Forza Italia. Rispedito lui e il compare al mittente da tutti gli schieramenti. Andrà a fare in ogni caso il consigliere di opposizione qualunque sia il risultato. I candidati della Lista civica dell’assicuratore invece se ne andranno in ordine sparso. Niente accordo a sinistra con Giusy Minotti, ma i suoi 697 voti schierati a sinistra sono già dati per acquisiti dal Pd e pure “gratis”.

LA SITUAZIONE – Veleni ed alleanze mancate ed obbligate. Seregno si prepara pigramente alla sfida di domenica. Se la sinistra chiude come era prevedibile con Amati, Forza Italia e Lega Nord non hanno fatto alleanze. Squadra che vince non si cambia. Per la Lega di Giacinto Mariani è stato un trionfo. O meglio per lui è stato un trionfo politico. Niente simbolo sulla scheda con Fratelli d’Italia che però sarà costretta a tirare il candidato Mazza se vorrà essere rappresentata da un consigliere comunale il prossimo giro che uscirà dalle urne domenica. E’ andata male pure a Stefano Carugo, il cardiologo di Dio che aveva tentato il colpo con l’Ncd alleandosi al primo turno con Mariani. Il risultato elettorale non lo ha premiato così come non ha premiato la “maestrina” Giuliana Colombo ex Forza Italia ora folgorata da Lupi. I due rappresentanti di Comunione e Liberazione saranno “costretti” a far votare a sinistra perché Lega e Forza Italia non li vogliono vedere nemmeno dipinti sul muro.

CHI SONO GLI SFIDANTI A SEREGNO

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Edoardo Mazza, 38 anni, professione avvocato. Vive a Seregno, sposato e padre di una bambina. Da dieci anni fa politica attiva. 

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William Viganò, 40 anni, educatore sociale di Seregno. Ha fatto il consigliere comunale, presidente del Consiglio comunale e presidente commissione Bilancio.

QUELLI CHE FARANNO LA DIFFERENZA – Il terzo posto è stato appannaggio di Mario Nava del Movimento 5 Stelle, 8,74% (1.546 voti). Tiziano Mariani di Noi per Seregno ed Area Popolare 7,18% (voti 1.270). Mauro Antonio Di Mauro di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale 4,58% (voti 811). Giusy Minotti di Per un’altra Seregno a sinistra 3,94% (697 voti). Francesco Formenti di Indipendenza 1,48% (voti 263). Paolo Perego di Seregn l’è mia 1,4% (voti 248). Franco Di Raimondo di Movimento Italia Sociale 0,78% (139 voti) e Michele Calabria di Forza Nuova 0,59% (voti 106).

Tra i partiti: Lega Nord (20.12%). Partito democratico (17.27%) e Forza Italia (14.87%)

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