Villasanta, disastro Lombarda Petroli: le condanne

Nel febbraio 2010 quasi 2.500 tonnellate di olii e gasolio inquinarono Lambro, Po e Adriatico

Disastro ecologico di Villasanta, condanne in appello. Due anni e 5 mesi di reclusione per disastro ambientale colposo e 6 mila euro di multa. È la condanna inflitta dalla Corte d’appello di Milano a Giuseppe Tagliabue, amministratore dell’impianto della Lombarda Petroli di Villasanta da dove, nel febbraio 2010, fuoriuscirono oltre duemila tonnellate di oli combustibili e idrocarburi che, finendo nel fiume Lambro, arrivarono poi fino al mare Adriatico inquinando i corsi d’acqua per mesi. In primo grado nel 2014 i giudici del Tribunale di Monza, invece, avevano assolto l’allora gestore dell’ex raffineria.

lombarda-petroli-lambro

DISASTRO ECOLOGICO: LA SENTENZA – I giudici della quinta sezione penale della Corte d’appello milanese hanno confermato anche la condanna, ma con una netta riduzione di pena, per l’unico dei quattro imputati che era stato condannato in primo grado, il custode dell’impianto Giorgio Crespi. Anche per lui, però, hanno riformulato l’imputazione da disastro doloso a disastro colposo e abbassato la pena da 5 anni di carcere a un anno e 6 mesi con la sospensione condizionale e la non menzione della condanna.

DISASTRO ECOLOGICO: IL FATTO – Quasi 2.500 tonnellate, tra olii combustibili e gasolio, che attraverso gli scarichi fognari, raggiunsero il depuratore di via fermi a Monza mettendolo fuori uso, finirono nel fiume Lambro e proseguirono fino all’Adriatico, seguendo il corso del Po. Disastro ecologico senza precedenti nella storia d’Italia che impegnò la Protezione civile per mesi. Un mistero per molti anni come erano andate le cose effettivamente quella notte. Perché non sono mai emersi gli autori materiali dell’apertura delle cisterne. Solo una mano esperta che conosceva l’impianto poteva manovrarle. Una manovra che aveva richiesto molto tempo e che nessuno è riuscito ancora a spiegare. Un processo che sembrava “defunto”, che invece si è rovesciato. Nel processo per lo sversamento di idrocarburi nel Lambro dall’impianto della Lombarda Petroli, il Comune di Monza, già costituito parte civile nel primo grado di giudizio, era presente anche nel processo d’appello, che si è appena concluso con l’importante riconoscimento da parte della Corte della responsabilità,  a titolo colposo, della proprietà nel disastro del 2010. L’ufficio legale del Comune attende ora le motivazioni della sentenza per proporre alla giunta le azioni successive, tra cui la proposizione di un giudizio civile per la richiesta di risarcimento dei danni che il disastro ha provocato alla città di Monza, non solo materiali, ma anche morali e d’immagine.

Marco Pirola

 

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here