Desio: Un bilancio da record? Sì, ma per le tasse

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Un bilancio da record? Sì, ma per tasse e buchi. A lanciare un attacco durissimo al documento di assestamento di bilancio 2013 varato dalla giunta di Roberto Corti è il consigliere d’opposizione, Tiziano Garbo. Conti alla mano Garbo spara ad alzo zero: “Record delle tasse e delle imposte comunali, con un più 40% rispetto al 2010. Record negativo degli investimenti pubblici con solo 1 milioni di euro. Un buco da 1,2 milioni e spese correnti che arrivano a 33 milioni di cui 10 per la burocrazia comunale”. “Nell’assordante silenzio della maggioranza – spiega Garbo – si consegna alla comunità desiana il peggior bilancio in assoluto della sua storia.

I numeri manifestano l’assoluta mancanza di visione economica che governi la crisi, consolidando solo l’aumento di tutte le tasse comunali, delle imposte a decisione locale, delle tariffe, dei costi dei servizi di pubblica utilità, dopo tre anni di immobilismo e di non governo della giunta Corti”. Nel mirino, in particolare,  il primo punto, ossia l’aumento della pressione fiscale: “La scellerata aliquota Imu – continua Garbo – quasi al massimo, lo 0,98%, sui beni strumentali alla produzione e al lavoro, dà un gettito di 9,3 milioni di euro per un totale Imu di 12 milioni, compresi i rimborsi dello Stato sulle prime case non pagati ma introitati dal Comune.

In più sono state aumentate le aliquote aggiuntive Irpef per un totale di 2,8 milioni, ossia 700mila euro in più di prima. Solo sulle iscrizioni alle scuole materne, il Comune ha introitato 300mila euro in più e lo stesso sul canone concessorio che ulteriormente penalizza le attività produttive”. “Il 2013 – conclude il consigliere – è l’annus horribilis per le finanze locali come ammette anche l’assessore Moro che ha ereditato una politica fallimentare. Il bilancio comunale è davvero il più orribile di tutti i tempi, muovendo in controtendenza rispetto a quello che tutti dicono essere necessario, ossia diminuire la parte corrente, diminuire le tasse locali e aumentare le spese in conto capitale, ossia gli investimenti”.

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