Desio, le pale di neve e le palle del sindaco

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La lotta di Roberto Corti, sindaco di Desio, contro la neve, assomiglia molto alla campagna di Russia di mussoliniana memoria. Iniziata male (con tre bandi andati a vuoto) è finita peggio, con il quarto appalto assegnato e subito revocato. Sì perché dopo le lamentele sui giornali, le interpellanze in Senato sulle interferenze della malavita e persino gli appelli all’esercito, la gara prima bandita, poi assegnata, ora è revocata. Insomma un autentico fiasco che dimostra le incapacità dell’uomo Roberto e del sindaco Corti che sono la stessa cosa. L’Ndrangheta non c’entra nulla anche se a sinistra le prefiche (non è una parolaccia e va letta tutta attaccata…) come Lucrezia Ricchiuti, senatrice d’Italia, saranno pronte a gridare al complotto mafioso, all’intervento della Cia e pure magari ad un attentato di Bin Laden improvvisamente resuscitato per fare la guerra a Corti, a Desio e anche a Pippo Civati in corsa per le primarie. La realtà è un’altra. Hanno fatto una cazzata. Punto. Ora che faranno? Chiameranno la Folgore? Dimenticavo, c’è la seconda classificata alla quarta gara. Che almeno il sindaco si accerti abbia non dico gli spazzaneve, ma almeno le pale…

IL FATTO – La ditta che aveva vinto e si era aggiudicata il bando si è dimostrata (sabato mattina) del tutto impreparata ad affrontare quattro fiocchi di nevischio che non avrebbero messo paura nemmeno al sottoscritto. E il sindaco, con tono e fare da: ”spezzeremo le reni alla Grecia” ha revocato il bando. Sin qui tutto normale se non per la figura di cioccolato (visto il clima natalizio uso questo termine). Quello che Roberto Corti non può dire o non sa, è che tale ditta aveva i mezzi fermi a Melito Porto Salvo in Calabria e non per scelta. Era stata la stessa Prefettura del luogo a bloccarne l’uscita perché i camion e gli spazzaneve erano talmente vetusti che nemmeno potevano uscire dal deposito. Figuriamoci venire a Desio per l’emergenza neve.

NRANGHETA – Robertino da Desio vede i tentacoli dell’‘Ndrangheta ovunque. Pure nelle neve. Nell’ultimo caso (quella della gara revocata) forse dovrebbe guardare un po’più in basso. Verso quei funzionari che hanno preparato un bando che non sta in piedi. Fuori mercato per quello che chiede e per i prezzi. Si tratta di circa 200mila euro per tre anni, ma con condizioni tali e richieste che pochi sono in grado di partecipare. La ditta di Verano (che poi aveva i mezzi in Calabria) aveva fatto pure uno sconto dell’1,75%. Peccato che non avesse spazzaneve disponibili.

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