Le pippe di Pippo

Marco Pirola

Pippo-Civati

Mi raccontano di monzesi stravaccati sul divano stile Andy Capp per seguire la sfida tv a tre (Cuperlo, Renzi, Civati). Un dibattito pieno di smancerie e all’acqua di rose (non basta chiedere il prezzo del gasolio al litro per essere pungenti) che mi è risultato meno appetitoso di Masterchef, meno pittoresco di Masterpiece e il brianzolo Pippo meno talentuoso di Morgan in X Factor. Per la verità i tre tenores (Cuperlo, Renzi, Civati), non vanno bene nemmeno per Ok il prezzo è giusto, che l’unico “padrone possibile” si è già comprato Dudù.

I tre come nei film americani agli albori dell’aziendalismo si danno colpi bassi, a suon di domande cui l’antagonista evita accuratamente di rispondere, perché poi questo è lo spirito del tempo. Mica sono là per rispondere a domande o dare soluzioni. Loro sono là per la loro ostensione mediatica, per mostrarsi, con il cerone e la divisa d’ordinanza. Chi come Cuperlo custode di una concretezza, rappresentata esemplarmente dalle politiche governative sulla semplificazione. Chi come Renzi vestale invece del più raffinato pragmatismo, più colto, più ragionato, più televisivo.

E Pippo invece nei panni del bravo ragazzino di sinistra. Bravino sempre anche quando in passato ha detto di essersi fatto una canna, una volta sola nella vita, perché poi gli è venuta la tachicardia. Oppure bravino lo stesso anche quando si è dimenticato la mozione contro il ministro Cancellieri. Pippo, il monello riproposto da Sky che vuole buttar giù la costruzione fatta con il Lego, ma poi ha paura dei suoi stessi calci. Cuperlo, Renzi, Civati. Non spetta loro ascoltare o dare risposte. Sono là in tv per interpretare dei tipi italiani, per assomigliare ai loro elettorati non per rappresentarli.

Appuntamento, domenica 8 dicembre con il duello anzi il triello. Così tre immaginette, (Cuperlo, Renzi, Civati) si ripartiscono le parti in commedia, contando su tre tifoserie ormai stanche e rassegnate. Le stesse che nemmeno vanno più allo stadio e preferiscono il calcio su Sky, spaparanzati sul divano. Proprio come Andy Capp.

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