Complotto di corte in Villa Reale a Monza

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Dalla corte dei re alle beghe di cortile

Complotto a Cinque stelle alla corte dei Savoia. Dalle scie chimiche al bando sulla Villa di Monza. Il partito di Grillo non si fa mancare nulla neanche in Brianza. Del resto a “vestire” i panni di Umberto Bresci sono in tanti a Monza. O meglio in quello spicchio di città che va sotto il nome di Villa Reale rinata a nuova vita nonostante le follie della politica con i “ministeri del Nord” di leghista memoria. Tutti contro tutti. Come ai tempi dei re, regine ed amanti vari e ben assortiti anche in zona.

Complotto: i protagonisti

A cominciare dal consigliere regionale a Cinque Stelle Gianmarco Corbetta che da qualche tempo ha scoperto che a Monza esiste la Villa Reale. Da sua “maestà” Lorenzo Lamperti, direttore del Consorzio di gestione, in scadenza di mandato a dicembre. Al concessionario per 20 anni della parte nobile della Villa. Ed ancora ad Alessandra Galasso, ex direttrice artistica della Reggia. Passando per la società che gestiva il primo piano nobile che è stata sfrattata per morosità. E mettiamoci pure il declassamento del roseto, un tempo circuito più importante al mondo nel Gran premio delle rose. Ed ora dopo “l’abbandono” dello sponsor di una vita (la famiglia Fumagalli Candy), relegato a pista di prova per ricchi annoiati. Finchè rosa non ci separi insomma.

Complotto in Villa: l’ultima lite

Consorzio e Concessionario non si parlano da sempre. la Villa Reale di Monza è un condominio impossibile da gestire con il concessionario che ha spazi gestiti direttamente dal Consorzio. Rapporti tesi tra il Consorzio di gestione della Reggia Reale ed Attilio Navarra, il presidente della società che ha effettuato i lavori di restauro. Ed ora gestisce il corpo centrale della Villa sabauda per i prossimi 20 anni. Alessandra Galasso, curatrice ed esperta d’arte contemporanea, un curriculum da fare invidia, era stata scelta a gennaio, dallo stesso Navarra, con un doppio ruolo. Quello di direttrice artistica e quello di referente del concessionario nei rapporti con il Consorzio. Dopo soli quattro mesi è stata messa nelle condizioni di lasciare l’incarico. Eventi e mostre vengono decisi di volta in volta da Lamperti a seconda di quello che gli arriva sulla scrivania. Ultimamente Lamperti in questo settore sembra tarantolato. Come dargli torto visto che scade. La sua area ciellino-formigoniana, in Regione ha fatto il suo tempo. Sua “maestà Lorenzo I” Lamperti non le manda a dire e definisce Galasso: “una meteora incontrata un paio di volte”.

Complotto: il bando

Parlare di Villa Reale è come camminare su di un tapis roulant. Si torna sempre al punto di partenza. A quel “maledetto” bando voluto da Roberto Formigoni. Sotto accusa è proprio il bando regionale per il restauro e la gestione della Villa che doveva essere un prototipo per tutta l’Italia. Affidare ad un privato la gestione di un bene pubblico dopo che il pubblico (la Regione) ha sborsato 21 milioni di euro per i restauri, contro i 6 del privato. la sintesi è tutta qui.

Complotto: gli amici di Beppe

I Grillo boys hanno chiesto che la Regione Lombardia intervenga presso il Consorzio perché sia garantita una programmazione coordinata che valorizzi il patrimonio pubblico. L’interrogazione fa riferimento alla lite tra Navarra e il subconcessionario, la società Vision Plus che gestiva gli spazi del primo piano nobile ed è stata sfrattata per morosità a maggio, ma soprattutto al ricorso al Tar che lo stesso Navarra ha presentato contro il Consorzio, accusato di offrire gratuitamente agli sponsor della reggia le sale che invece sono normalmente affittate. Roba datata, ma come si sa la polemica non olet.

Complotto: il business

Di fatto Navarra si trova i concorrenti in casa. L’affitto di sale è il core business della società e se “un’azienda capisce che basta una piccola sponsorizzazione alla reggia per avere l’uso gratuito degli spazi noi che ci stiamo a fare?”. La domanda non fa una piega.

Complotto: i Comitati

Il comitato di cittadini “La Villa Reale è anche mia”, dal 2010 ha promosso una raccolta di firme contro il bando regionale di affido dei restauri e della gestione a un privato ha iniziato una propria battaglia inserendosi di fatto nel complotto. Insomma più che una corte un cortile o se preferite un gran serraglio…
Marco Pirola

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