CLEAN CITY: Antonio Crippa, il faccendiere amico dei politici

Quando ho letto il suo nome ripetuto più volte nei 18 faldoni che compongono l’inchiesta Clean City, devo dire che ho avuto un leggero “smarrimento”. Vuoi perché lo conosco. Vuoi perché sino ad ora non era uscito nulla a suo nome. Ma lui, Antonio Crippa, classe 1965, non è un personaggio qualunque di Monza. Per le referenze chiedere a Dario Allevi, presidente della Provincia che lo aveva piazzato ai vertici dell’Agam prima e di Acsm-Agam poi. A Marco Mariani, ex sindaco leghista di cui Crippa è il commercialista. A Cristiano Crippa, assessore in Provincia di cui Antonio è il fratello. E poi a tutti quelli, me compreso, che hanno fatto campagne elettorali e seguito le vicende politiche della giunta Mariani di cui Allevi è stato vicesindaco. Crippa ha sfruttato per anni la scia della politica (le campagne elettorali, la cittadella Sport di Monza, le nomine lautamente pagate negli Enti dove qualcuno lo avrà pur proposto…)

monza-il-sindaco-alla-sangalli-auguri-e-garanzie-ai-lavoratori_bd110b3c-6a27-11e3-88b9-2fedbae2f399_displayClean-City, volgarmente conosciuta come inchiesta Sangalli sul sistema spazzatura. Quello che sino ad ora i magistrati non dicono (non è ancora noto se siano stati individuati rilievi penali della vicenda ndr), è contenuto in uno dei 18 faldoni per un totale di 18.490 pagine. A cui vanno aggiunte quelle dell’ordinanza ed arriviamo abbondantemente oltre le 19mila. Lette. Una per una. Intercettazioni, pedinamenti, telefonate, fotocopie di assegni. C’è di tutto. Omissis compresi.

Del re del cassonetto e famiglia sappiamo tanto. Troppo. Di Giovanni Antonicelli e la sua “sete” di soldi anche. Così come delle sue amicizie pericolose sono registrate pure le bestemmie (del capitolo che riguarda Giovannone e il lissonese Ivano Chiusi, personaggio in odore di Camorra, sappiamo un po’ meno, ma a questo dedicheremo un articolo a parte). Di quello che ha combinato Antonio Crippa o stava per combinare non era ancora uscito nulla.

E’ l’aprile 2012 e precisamente il 26. Il telefono di Giancarlo Sangalli è tenuto sotto controllo da mesi. Alle 12.47 (telefonata intercettata numero 246) Sangalli riceve una chiamata da Claudio Brambilla, ex capo di gabinetto del sindaco Mariani e allora dirigente del settore sviluppo economico del Comune. Brambilla preannuncia a Giancarlo una telefonata di Antonio Crippa e all’imprenditore che chiede chi fosse costui risponde. “… sai è il fratello di quello di Villasanta (fratello di Cristiano allora assessore all’Urbanistica di Villasanta)… ti deve parlare di un grosso affare…”

E’ l’inizio della storia. Passano pochi minuti e Crippa chiama Sangalli presentandosi come:”il commercialista del Marco Mariani e quello pelato che va a vedere il Monza con Allevi…”

crippa.boneschi

I due (Sangalli e Crippa) fissano un incontro in viale delle Industrie dove Sangalli ha un ufficio. Incontro di cui gli uomini della Finanza non solo registrano tutto, ma fotografano targhe, volti. Tutto quanto insomma. All’interno dell’ufficio in uso a Giancarlo Sangalli c’è anche una microspia che inflessibile tiene informati gli uomini della Finanza.

Quello che succede dopo lo lasciamo ad un verbale contenuto nel faldone 15 dell’inchiesta.

Letta la comunicazione nr.0416550/12 del 05.06.2012 della G.D.F. di Monza da cui si evince attraverso l’ascolto delle intercettazioni ambientali e telefoniche che sono in corso trattative per l’assegnazione alla Società di Sangalli di un appalto per lo smaltimento di rifiuti da parte della Provincia e del Comune di Alessandria ; in particolare appaiono estremamente importanti le figure degli “intermediari” tra le Autorità Pubbliche ed il Sangalli individuati in CRIPPA Antonio e BRAMBILLA Claudio; );

Considerato che tale richiesta e la disinvoltura delle procedure di assegnazione prospettate fanno propendere per un accordo corruttivo (evidentemente concordato in territorio monzese) in cui sono coinvolti i protagonisti della trattativa (Rappresentati della P.A., intermediari e responsabili della “Sangalli”);

SEGUE LA RICHIESTA AL MAGISTRATO (ennesima ndr) di prolungare il periodo di intercettazione telefonica.

Ma il racconto non è finito perché Crippa (a detta di Sangalli) non solo propone l’escamotage dei soldi in nero da versare in Svizzera, ma anche spinge, per allontanare i sospetti, che il nome suo (di Crippa ndr) e del contatto alessandrino “spariscano” e si lasci spazio a due studi di avvocati uno milanese e l’altro di Alessandria.

Sangalli non si fida della figura di lui. La gara d’appalto prevede la partecipazione di altre società ed è scettico su Crippa. In un’intercettazione dice riferendosi al commercialista monzese:” ma tu chi cazzo sei, chi ti conosce, non siamo mica in Jamaica…”.

claudio brambilla
Claudio Brambilla, ex capo di gabinetto del sindaco di Monza Marco Mariani

Crippa torna alla carica. Per arginare l’ostacolo della gara propone a Sangalli la cessione del ramo d’azienda della municipalizzata pubblica che si occupa della raccolta e smaltimento della spazzatura ad Alessandria e altri 24 Comuni, proprio all’impresa monzese. Anche Brambilla dal canto suo preme. “Quelli di Alessandria sono nella merda… è il momento giusto”. Crippa in un’altra intercettazione propone a Sangalli di depositare una somma di denaro pattuita per l’intermediazione da un notaio sino al momento dell’aggiudicazione. Con un anticipo da versare in contanti, in nero, in Svizzera.

Crippa millantatore come lo definisce Sangalli in un colloquio con un noto architetto nostrano. Persona affidabile per fare affari assieme come viene indicato da Claudio Brambilla. Le intercettazioni tra Brambilla e Crippa sono uno spasso. I due si scambiano più che timori di essere scoperti, il desiderio di vedere ricompensato il loro lavoro di intermediazione da Sangalli. “Speriamo sia generoso… che si ricordi di noi” dice Brambilla in una telefonata rivolto a Crippa e quest’ultimo risponde che è necessario far presto se no sfuma l’affare.

Marco Pirola

IL RACCONTO CONTINUA MERCOLEDI, quando daremo conto della fine dell’appalto di Alessandria e del tentativo di Crippa e Brambilla di “taroccare” un’altra gara. Quella di Tortona. E naturalmente come è andata a finire…

P.S.

Parleremo anche di Cittadella dello Sport di Monza e di Suissegas che nulla c’entrano con Clean City, ma sono indispensabili per inquadrare la figura di Antonio Crippa e i suoi rapporti con la politica monzese di questi anni.

 

 

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