Civati, la Brianza tra i rottami della sinistra

Pippo Civati e Nichi Vendola
Pippo-Civati
Pippo Civati

Civati, la Brianza tra i rottami della sinistra. Se Giorgio Gaber si chiedeva quale fosse la destra e quale la sinistra, lui il monzese, ex rottamatore, che rischia di finire rottamato proprio da Matteo Renzi, tiene alto il gonfalone di quello che una volta era il partito dei lavoratori. Sospettato di filtrare, in senso politico, con Nichi Vendola e Sel, Civati è scatenato contro la proposta di abolizione dell’articolo 18 facendone il proprio cavallo di battaglia. Dalle piazze del Nord-Est passando per la Brianza sua terra natale. Ma la risposta a Renzi e ai suoi adulatori l’affida come sempre al suo blog, uno dei più cliccati in Italia.

IL BLOG – “Chissà perché tante bugie sull’articolo 18. Dicono che riguarda una minoranza dei lavoratori, e non è vero, riguarda la maggioranza. Dicono che alimenta il precariato, e invece questo è più diffuso nelle aziende che non rientrano nell’art. 18. Dicono che le imprese non sono invogliate a crescere e non è vero, ci sono studi di enti di ricerca pubblici (ISAE), basati su metodi statistici sofisticati, che dimostrano che non c’è nessun effetto soglia rilevabile attorno ai 15 addetti. Dicono che è un tabù che la gente non capisce e non è vero perché è il referendum per abolirlo è l’unico nella storia, tra quelli falliti per mancanza di quorum, in cui il no ha stravinto anche tra chi è andato a votare. Dicono che è l’Europa che chiede di abolirlo e non è vero perché anche se qualche politico o qualche burocrate europeo può pensarlo non c’è – e non potrebbe esserci in ogni caso – nessun documento europeo che accenni minimamente a una simile soluzione.

C’è poi chi dice che la sua abrogazione è una bandiera del centrodestra di governo a braccetto con il centrodestra di opposizione e questo invece è vero. Sempre che nessuno faccia propria quella bandiera anche a sinistra. Perché non sarebbe vero, sarebbe tragico”.

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