Monza: chiude la libreria dell’Autodromo, tra indifferenza e libri svenduti

La Libreria dell’ Autodromo di Monza a dicembre costretta a chiudere definitivamente

MarioAcquati

La libreria del circuito più famoso al mondo costretta dalle scelte dell’attuale gestione, a serrare i battenti. Una vena di tristezza mista a rabbia se si considera le scelte di consulenza scellerate date e poi rimosse dalla banda (nel senso musicale e stonato) di Andrea Dell’Orto attuale proconsole dell’autodromo di Monza. Scelte scellerate anche di coloro che un anno e passa fa lo hanno messo in quel posto di responsabilità al grido di: sport e rinnovamento. Abbiamo dubbi sulla prima parola, sulla seconda solo certezze. In senso negativo. Certo in quest’anno il rinnovamento c’è stato, ma non tutte le cose che si cambiano vanno nel senso del meglio. E i contratti di consulenza distribuiti a piene mani agli amici e poi ritirati sull’onda del disastro, vanno in quel senso. Ora, dopo aver disintegrato quel poco di buono che era rimasto dalla gestione precedente caduta sotto i colpi del magistrato, Dell’Orto si è messo in testa di distruggere pure la tradizione. La libreria di Mario Acquati.

LA LIBRERIA DELL’AUTODROMO –  doveva sparire 2 anni fa, ma per non farla chiudere l’allora amministratore delegato Fabrizio Turci aveva fatto un contratto di consulenza storica a Mario Acquati. Quest’ultimo non è un semplice “impiegato” o commerciante. E’ il titolare della libreria per eccellenza, ma sopratutto uomo che conosce la storia dell’autodromo, l’automobilismo ed ha contatti con il mondo dei piloti. Insomma una piccola fetta di storia di quell’angolo di Monza conosciuto in tutto il pianeta. L’autodromo invecchia e pure gli uomini. E Mario Acquati che ha 76 anni, non sfugge alla regola. Nel mese di luglio il nuovo consulente di comunicazione immagine dell’autodromo aveva fatto la proposta di spostare la libreria nel museo. O meglio quello che gli ottimisti si ostinano a chiamare museo. Acquati come controproposta aveva suggerito la vendita della libreria per un pugno di euro “simbolici” a patto di tenere in servizio l’impiegata che nonostante la giovane età, è la sua erede nella memoria storica. Almeno in fatto di libri.

autodromo-libreria

LA LIBRERIA  SENZA RISPOSTA – Acquati doveva avere risposta entro il 31 ottobre, ma risposta non ce stata. Francesco Ferri, il direttore dell’autodromo, molto attento al proprio ciuffo di… capelli (inteso in senso tricologico e non di carica in Aci Milano…) non ha intenzione di comprare la libreria neppure con un così basso costo. Il contratto di consulenza storica non lo hanno neanche preso in considerazione e per fare il museo (e mi ostino a chiamarlo tale nonostante sia un buco nell’acqua anche dal punto di vista economico e pure mutilato dopo il Gran Premio) si sono rivolti a Guido Locati. Quest’ultimo già allontanato a pochi mesi dall’incarico con il risultato sotto gli occhi di tutti: un “non museo” indegno di Monza. Acquati è da un anno e mezzo che aspetta invano un appuntamento con Ferri. A 76 anni, lui che a differenza del duo Ferri-Dell’Orto ha visto passare dal suo “chiosco” letterario un po’ tutti da Senna a Villeneuve, Da Prost ad Alonso non ha più voglia di stare in autodromo. E’ anche vero che il suo avamposto letterario vive solo nel weekend, ma i miracoli della vendita on line hanno sopperito alle carenze degli uomini che occupano posti di responsabilità.

LIBRERIA LA FINE – Ed ecco allora che nel silenzio generale si consuma un fragoroso delitto e la libreria storica dove Jackie Stewart e il rimpianto Enzo Ferrari si fermavano ogni tanto a sfogliare libri e riviste specializzate in tutte le lingue del mondo, è costretta a chiudere. Chiudere senza nemmeno lanciare un appello se non quello legato al Monza Rally Show: venite a comperare libri, ci saranno offerte e sconti. Un triste annuncio obbligato, una fine ingloriosa, un delitto imperfetto di cui conosciamo nome e cognome degli autori più attenti a sistemare amici in posti chiave che a salvare uno spicchio di Monza seppur piccolo come un “chiosco” di libri. In una Monza piena di indignados, di girotondini, di marce a piedi scalzi, di chioschi per bibite e panini distribuiti a piene mani agli amici di partito, di manifestazioni della destra posticcia che pensa solo all’autodromo in termini di voti, Acquati è costretto a chiudere. In silenzio. La storia va in soffitta uccisa dalla politica e da una dirigenza incapace in questo caso di organizzare (non dico un contratto con Ecclestone), ma un semplice funerale con due macchine di cui una è quella del morto. E la bara stavolta non è una “cassa” qualunque: è quella della storia dell’autodromo. Salviamo la libreria o almeno proviamoci noi che di politica poco capiamo e di poltrone non ne vogliamo da occupare…

Marco Pirola

GLI ORARI DELLA LIBRERIA – A natale dillo con un libro. Dal Lunedì al Venerdì 9,00 – 12,00 – 14,00 – 17,00 in caso di necessità il sabato e domenica o per altre particolari esigenze, contattateci al numero 039.386542

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