Chi sale chi scende (4 Novembre 2013)

chi sale chi scende ottobre

SALGONO

 ponti GIGI PONTI

Con quella faccia da bidello simpatico e il fisico da esonerato nell’ora di ginnastica, lo zio Gigino, con l’operazione Pietro Virtuani, ha dimostrato di avere ancora in mano il partito in Brianza. Ma non ce ne era bisogno. Un po’ meno in mano rispetto ai tempi d’oro e rispetto alle aspettative, ma rimane pur sempre Re Gigi da Cesano. Signore incontrastato in quella terra di mezzo che circonda Palazzo Borromeo. Lì dove tra destra e sinistra vince sempre il centro. Lo zio appunto

 umberto bossi UMBERTO BOSSI

Faceva quasi tenerezza a Lazzate nel paese del suo amico Cesarino Monti. Venuto a rendere omaggio a chi un paio di anni fa già malato si era sacrificato al congresso della Lega contro Roberto Maroni perché glielo aveva chiesto lui. Ora proprio da Lazzate il vecchio leone malato rilancia la propria candidatura restituendo “il favore”. Se ne vedranno delle belle

  ALESSANDRO PANIGADA

Un autentico ascensore. Il suo Oscar personale lo ha vinto da tempo. Come “trottola” politica non lo batte nessuno. In soli cinque anni è passato da Paolo Romani a Matteo Renzi passando immarcescibile da Forza Italia al Fli di Gianfranco Fini. Dall’Udc di Casini al Pd. Ora si è fermato al piano del sindaco di Firenze. In politica per lui come nella vita l’importante è essere vigile

 

SCENDONO

 elena centemero ELENA CENTEMERO

Alla Camera l’onorevole (di che, di che cosa?) sarà relatrice della legge che chiude le province. Ma non era la stessa che per essere eletta (scusate miracolata) andava in giro per la Brianza con la provincia sottobraccio? Si, era lei, ma si sa a volte Montecitorio e Lourdes hanno lo stesso sapore: quello del miracolo.

  ELIO TALARICO

Meno male che fa l’assessore alla Cultura. Certo che non è colpa sua dei cartelli con strafalcioni appesi sui luoghi più significativi di Lissone. Ma almeno darci un occhio quello si glielo addebitiamo. Passi per l’inglese maccheronico e la grammatica approssimativa, del resto hanno fatto grande Totò, ma far morire dieci anni prima uno come Terragni mi sembra un troppo esagerato anche perché per evitare la figura di merda bastava rileggere il cartello…

  CLAUDIO COLOMBO

Assessore all’Urbanistica a Monza ha cercato di giustificare in Consiglio comunale il caso Faglia e l’opportunità di una colata di cemento alle porte della Villa Reale. Una “supercazzola” degna di finire nel film Amici Miei. Ugo Tognazzi non avrebbe saputo fare di meglio. Si è prolungato in uno sproloquio giocato sui codici e codicilli e sulle intenzioni che ancora non si sono trasformate in realtà dal momento che il progetto è stato solamente presentato dall’architetto professionista. Faglia appunto, ex presidente della Commissione Urbanistica ed ex titolare di una forza politica che porta il suo nome.

 

 

 

 

 

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