Chi sale chi scende (28 ottobre)

chi sale chi scende ottobre

SALGONO

  ANDREA MONTI

Cinque anni fa aveva dovuto sopportare l’onta di vedere candidato nel collegio provinciale blindato di Lazzate un Angelo De Biasio qualunque che arrivava da Biassono. In cambio il padre Cesarino lo aveva messo assessore in Provincia. Ora dopo la scomparsa del genitore si è fatto strada. Bossi che non dimentica papà Monti, viene per inaugurare una piazza al suo paese e lancia la sfida a Maroni. Umberto ricambia la cortesia in una terra che gli è sempre stata amica e dove Cesarino aveva deciso di sacrificarsi per lui.

 silverio clerici assessore all'urbanistica monza SILVERIO CLERICI

Incompreso, ma onesto ex assessore all’Urbanistica. Monzese anche se arriva da Saronno. Nella precedente amministrazione aveva cercato di dare un senso alla politica urbanistica Pdl, ma era rimasto travolto dal potentissimo Romani. Ora vede le sue idee portate avanti proprio da chi lo aveva avversato come il compagno Faglia. Come ben sa i progetti urbanistici sono come la politica: basta cambiare architetto

  ADRIANO POLETTI

Ha cercato di far vincere le sue idee all’interno del Pd provinciale per non finire rottamato anzitempo. Nonostante sia stato battuto dal giovane-vecchio candidato di Gigi Ponti ed Enrico Brambilla, il ras di Agrate è riuscito a fare breccia tra gli scontenti del partito democratico. Se Virtuani era la creatura dell’ultimo momento, Poletti ha preferito giocare la carta sicurezza. Ma nel Pd di oggi se non assomigli a Renzi, almeno nel fisico, non fai molta strada

 

SCENDONO

  PIEFRANCO MAFFE’

In un quadro neoclassico sull’uccisione di Giulio Cesare ci starebbe bene. Non è la mano che impugna il pugnale. Non è il cuore di Bruto, ma sicuramente la testa di Cassio. Il suo appoggio determinante a sostegno del sindaco Scanagatti è stato considerato una pugnalata dai suoi che ne chiederanno conto. Per far sapere di esistere si è dovuto trasformare in uno slalomista (modello Scilipoti che corre tra i banchi del Parlamento per votare la fiducia a Berlusconi). All’opposizione si trova male. Più che politico di lotta è una barze…Letta

 faglia MICHELE FAGLIA

Chiamale se vuoi… coincidenze. Poche ore prima viene tolto il suo nome dalla Lista Civica che ha fondato e dal cilindro spunta sul tavolo del Comune un bel progettino firmato da lui come architetto. Alla faccia della coerenza visto che è lo stesso progetto che ha sempre avversato con la precedente amministrazione. Stiamo ancora aspettando che faccia i nomi di quegli strani personaggi che si aggiravano nei corridoi dell’Urbanistica quando si era appena insidiato come assessore il suo “mezzo” parente Paolo Romani. E lui era appena stato trombato alle elezioni

  PIETRO VIRTUANI

Gigi Ponti (lo zio Gigino) ed Enrico Brambilla (lo zio Henry) se lo sono inventato all’ultimo momento. A loro toccherà il compito di accompagnarlo con la manina lungo il percorso di rinnovamento. Per dargli una consistenza materica dicono che già da un anno avevano preparato la sua candidatura. Sarà. Vedremo.

 

 

 

 

 

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