Chi sale chi scende (23/12/2013)

chi sale chi scende ottobre

SALGONO

  PIETRO VIRTUANI

Sorpasso a sinistra. Riesce pure a sorprendere uno come Pippo Civati che di solito le sorprese le fa. I 5mila euro, raccolti in Brianza in occasione delle primarie Pd, verranno destinati alla ricostruzione di una scuola in Sardegna ad Olbia. Altri 2mila li metterà di tasca propria. La proposta di Pippo durante la battaglia per la segreteria nazionale Pd, era caduta nel vuoto come le parole di san Giovanni nel deserto. Ora è stata raccolta e rilanciato dal segretario provinciale brianzolo espressione dell’apparato di partito più “conservatore”. Più o meno come diceva De Gregori in una sua famosa canzone cara a Ciwati: il ragazzo crescerà l’anno prossimo giocherà con la maglia numero 7

 nuovabrianza.it PIETRO DI SALVO

Il trauma di chi è senza “casa” lo aveva intorpidito non poco. Prima aveva un partito (Msi) poi gli hanno cambiato la casacca in corsa (An) poi anche grazie alla casa di Montecarlo si è dovuto diluire nel Pdl con una camicia che gli stava stretta. Ed ora tra Alfano e Berlusconi, sceglie se stesso e Giorgia Meloni. Attorno a Pietro si stringono a coorte i vecchi camerati brianzoli. Un po’ nostalgici, una punta di retrò, ma finalmente liberi come un tempo…

  ADRIANO CORIGLIANO

Un po’ Alain Delon, un po’ Giancarlo Giannini nel film Mimì metallurgico, il bell’Adriano da Giussano spopola in discoteca e sui tavoli della politica. Ultimamente “impreziosito” dagli aforismi che divora uno dopo l’altro, forse per addolcire l’anello “vescovile” che ostenta come uno scudo, è diventato anche un “elegantone” in politica capace di tenere botta ai potenti di turno. La sua risposta al potentissimo Andrea Mandelli, capo della cosca dei farmacisti e senatore della Repubblica, nella cena della scorsa settimana è quasi da antologia. “Si ricordi caro senatore che a me mi hanno eletto, lei è stato nominato…”. Il rafforzativo “a me mi” non è un errore grammaticale, ma è lo slang del territorio…

 

SCENDONO

  DARIO ALLEVI

In perenne tour elettorale salta da una tavola all’altra con la disinvoltura di un canguro brianzolo. Apparso alla cena brianzola di Forza Italia si commiata dai commensali senza toccare cibo sostenendo di dover andare a cenare, come i gggiovani da Mc Donald. Saluti, baci, abbracci, auguri. Il quasi ex presidente della Provincia riappare improvvisamente poco dopo alla tavolata di Noi di destra (pronti a traslocare in Fratelli d’Italia) organizzata da Firmo Moreno e Pietro Di Salvo. La sorpresa è tanta, ma anche qui baci, abbracci e tanti auguri. Ne ha bisogno…

  ANDREA MANDELLI

Per grazia ricevuta. Come la collega Elena Centimetro o Centemero (non ricordo). Il re delle farmacie, ripagato con una poltrona al Senato per ricompensarlo della “trombatura” a sindaco di Monza, si muove come un boss politico d’altri tempi senza averne la stoffa. Anche lui come Allevi partecipa alle cene, ma senza l’appeal del primo. Ad un suo elettore che cercava di farsi ricordare per via della sua sfortunata partecipazione alla campagna elettorale del 2012 a Monza, risponde candido:” Ho visto tanta gente, non ricordo…”. Anche noi preferiremmo non ricordare… come è arrivato al Senato, ma soprattutto perché ci resta

  PAOLO PIFFER

Salamella libera. Oppure un wurstel per tutti. Una grigliata nel parco da queste parti non si nega a nessuno. Con la sua mozione sulla libertà di barbecue nel polmone verde cintato più grande d’Europa, riesce a fare quello che l’opposizione non è riuscita a fare in un anno e mezzo. Il Pd va in crisi sull’oggetto del desiderio delle feste de L’Unità e in Consiglio non si parla d’altro. Si sa, i politici si dividono solo su temi importanti. Come le salamelle…

 

 

 

 

 

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