Champagne Monza: Arco del Re, non solo vino

champagne monza

Arco del Re tende e il lusso accessibile made in Monza

Champagne Monza, o chiamatelo più semplicemente bistrot per un aperitivo reale che inaugura l’estate di Monza. O anche sulla falsariga di un film caro alla giovinezza di noi 50enni, la febbre del sabato sera diventa “Saturday cruditè fever“. Si inizia. Venerdì 6 maggio il bistrot “Arco del Re” inaugurerà la stagione estiva monzese con champagne e specialità di mare. Tra le tante iniziative proposte dal locale monzese, eventi con vini di classe e serate in rosso. E sin qui l’offerta commerciale già di per sé notevole. Ma dietro le quinte c’è qualcosa di più. C’è voglia di sognare in giro e questo non può che essere positivo. E lo champagne aiuta.

Champagne a Monza

Venerdì 6 maggio alle ore 19. Il “quando” ormai si conosce. Il “dove” anche. In via Vittorio Emanuele II a Monza, la champagnerie “Arco del Re” darà inizio alla stagione estiva 2016. La movida ha inizio. Non solo bollicine francesi. Anche pesce crudo e le specialità di mare saranno protagoniste delle serate dell’enoteca monzese. Per rafforzare il connubio champagne e cruditè, verrà presentato l’appuntamento che, a partire dal prossimo sabato, animerà le calde serate della prossima estate. “Saturday cruditè fever” proporrà, agli amanti del genere, un aperitivo a base di bollicine francesi e delizie del mare, rigorosamente crude. Gli appuntamenti non finiscono qui. Il 9 maggio andrà in scena “Amor di-Vino”. Una serata in cui il dresscode è rigoroso. Niente di cui preoccuparsi, nessun abito da gala, l’importante è vestire in rosso.

Champagne Monza e la storia delle bollicine francesi

Lo Champagne. Spumante metodo classico proveniente dalla regione francese da cui prende il nome. Seppur legato ai concetti di festa e lusso, anche il blasonato vino d’oltralpe è nato dall’invenzione di un monaco benedettino. Dom Pierre Perignon, arrivato all’abbazia di Hautvillers, assunse l’incarico di tesoriere. Il giovane benedettino, davanti alla desolazione e l’incuria delle vigne del monastero, decise di prendere in mano la situazione. Selezione delle uve migliori e spremitura dolce, l’imprenditore del ‘600 trasformò un vitigno in un colosso della storia del vino. Su indicazione dell’abate, anche i proprietari delle vigne circostanti incominciarono a seguire lo stesso metodo. La storia poi parla da sola. Gosset, Ruinart, Perrier-Jouet e Krug. Questi alcuni dei nomi illustri che sono sulle tavole più prestigiose di tutto il mondo. Etichette sempre presenti anche nelle celle frigorifere di “Arco del Re”.

Alessandro Galli

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