Cartoline da Monza e i cari saluti diventano un libro

Cari saluti da Monza nella collezione di Alfredo Viganò

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Di Alfredo Viganò, per amici e nemici semplicemente l’Alfredino per via del baricentro basso che lo contraddistingue in natura, possiamo dire tutto o tanto. Come sindaco e politico è stato per anni protagonista di polemiche e battaglie campali dentro e fuori il Consiglio comunale che hanno lasciato il segno a Monza e Muggiò. Come architetto, ancora “peggio”, anche se è uno dei pochi sulla piazza che capisce dove stanno le mine dell’urbanistica. Anche perché (come dicono i maligni molte le mette lui…). Come scrittore invece è una scoperta. Piacevole.

IL PERSONAGGIO E L’OPERA – Pensionato sulla carta, perché uno come lui da questo punto di vista mi ricorda mio padre che non stava mai fermo. Ammiratore del bello come il faro di capo Mele che costituisce il suo “buen retiro”, non poteva rimanere fermo a lungo. Ogni tanto grazie ad Arengario.net e al suo amico-rivale Franco Isman ci aveva “centellinato” perle della sua collezione di cartoline di Monza. Leggendaria come quelle avventure nelle terre d’Oltremare che i bambini sentivano raccontare nelle notti nebbiose davanti al camino dagli anziani. La collezione non solo esiste, ma è stata fissata in un libro grazie all’associazione monzese Novaluna e proprio grazie all’Alfredino.

CARTOLINE DA MONZA – La raccolta si intitola “Cari saluti da Monza- le cartoline di Alfredo Viganò”. Non è un banale e scontato catalogo asettico come certi lavori di architettura, ma un viaggio tra i ricordi che proprio dalle cartoline e dalle fotografie prendono slancio per raccontare ricordi, aneddoti, episodi. Certo con qualche concessione alla vanità dell’Alfredo che in una didascalia (non potevamo non divorare il libro cercando il particolare…) riesce a definire “la bella giunta” quella di cui aveva fatto parte con Michele Faglia. Lui piccolo di statura, ma grande nelle freddure (sua la battuta feroce (che purtroppo non sta nel libro “mens nana in corpore nano…”) riferita ad un rivale politico più o meno alto come lui. Lasciata la matita e il compasso ha trovato con “Cari saluti da Monza” la sua dimensione ideale: quella dei ricordi.

Marco Pirola

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