Carate: pensionato pedofilo molesta una bambina di 10 anni. Arrestato dai carabinieri

Il pedofilo ha tentato il suicidio, ma si è salvato

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Un pensionato di 77 anni residente a Carate è stato arrestato dai carabinieri di Seregno con l’accusa di violenza sessuale aggravata su una bimba di 10 anni di Carate in provincia di Monza e Brianza. Il pedofilo aveva avvicinato la piccola ai giardinetti, guadagnando pian piano la fiducia dei genitori e le simpatie della bimba che è stata molestata più di una volta. Dopo la convalida da parte del magistrato del Tribunale di Monza agli arresti domiciliari per via dell’età, il pedofilo, due giorni, fa ha tentato il suicidio ingerendo il contenuto di un tubetto di farmaci ed é stato trasportato al pronto soccorso dell’ ospedale. Ora il pedofilo è ricoverato nel suo letto d’ospedale. E’ fuori pericolo di vita e piantonato dagli agenti di Polizia Penitenziaria. Per quelli che si accontentato della notizia l’articolo finisce qui. Per gli altri possono, se vogliono, leggere il seguito. Che poi non è di molte parole anche se “pesante” da scrivere. E’ una mia opinione, per carità, ma ripeto, la notizia finisce qui. Non siete tenuti a leggere oltre.

nuovabrianza-pedofiloIL PORCO DELLA PORTA ACCANTO – Sì, porco. Questo è il suo nome. In attesa di sapere il cognome con cui è registrato all’anagrafe lo chiamo ‘porco’. Perché certe persone vanno chiamate con il loro nome e non con surrogati come orco e similari. L’orco è nelle favole, qui siamo nella “Brianza velenosa“. Quella dei daneè. Quella dove le cose si fanno basta che non si sappiano (e mi riferisco alla Brianza). E’ successo e poco importa che il protagonista pedofilo sia un brianzolo doc di cui non si può pubblicare nemmeno il nome perché altrimenti il magistrato mette sotto processo te che scrivi per violazione della privacy. E tu che scrivi rischi pure la galera mentre lui che molesta una bambina di dieci anni è ai domiciliari. Rischi pure tu un risarcimento milionario. Tu. Non il porco che sta nel letto d’ospedale dove purtroppo (per lui) è ancora vivo. Il pedofilo violenta una bambina che avrà la vita rovinata e tu devi trattarlo con i guanti. Massimo riserbo da parte di tutti. ” Mi raccomando” ti sussurrano nell’orecchio dandoti la notizia. Certo sono in buona fede. I carabinieri hanno fatto quello che la legge consente loro. Ma qualcuno di loro nella mente un bel calcio in culo al pedofilo lo ha dato e si morde le mani per non poterglielo dare fisicamente. Lo dò io, loro sono carabinieri e usi ad “obbedir tacendo”. Il magistrato, come sempre, è prima magistrato e poi uomo. Anche in questi casi. Risultato è la classica “velina” delle prime righe di questo articolo dove, a causa del massimo riserbo e per “tutelare la bambina”, si può solo sfumare la vicenda. Dove il porco pedofilo diventa un’entità astratta senza nome che è già agli arresti domiciliari e tu devi stare attento a non urtare la sua sensibilità. La bambina va protetta certamente e ci mancherebbe, ma almeno chiamatelo con il suo nome: porco. Sarà la sola condanna che subirà. Ammesso e in attesa che Dio, nella sua sua infinita bontà, lo voglia chiamare a sé per redimerlo…

 

Marco Pirola

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